Hanno percorso centinaia di chilometri con a carico la carovana di atleti e tecnici, per poi sentirsi dire, a poche ore dall’inizio della gara, “scusate, non se ne fa più nulla”.
E per questo chiederanno i danni. Alcune delle venticinque società agonistiche di nuoto che avrebbero dovuto partecipare alla ventinovesima edizione del “Meeting Cimarelli”, stanno pensando di passare alle vie legali come conseguenza del “pasticciaccio brutto” di venerdì pomeriggio alla piscina di Piediluco, che di fatto ha annullato la manifestazione dopo i prelievi effettuati dalla Asl sui campioni di acqua della piscina.
Venerdì, ad un giorno dal via alle gare ufficiali, a bordo vasca erano presenti un centinaio di atleti e di tecnici di squadre provenienti da tutta Italia. Diverse società avevano già rinunciato al meeting, alcune per le avverse condizioni meteo, altre, come la Agonistica Tonic Nuoto Club che avrebbe portato al Cimarelli ben cinquanta atleti, perché avevano già ravvisato le precarie condizioni della struttura di Piediluco.
Quando i responsabili dell’associazione Libertas Thyrus hanno confermato l’annullamento dell’evento, agli atleti presenti a Piediluco non è rimasto altro da fare che dimenticare le gare e rimettersi in marcia verso casa.
Anche se nella mattinata di sabato le condizioni delle acque della vasca erano leggermente migliorate, come si legge nel comunicato ufficiale della Libertas Thyrus, poi i tecnici della Asl non hanno ritenuto che la piscina fosse perfettamente idonea per lo svolgimento della gara.
Pare che la vasca sia stata riempita troppo tardi, e che non abbia avuto il tempo necessario per “decantare”.
Da qui deriverebbero le cattive condizioni dell’acqua. E se in un primo momento qualcuno pensava alla possibilità di poter rimandare l’evento alle prossime settimane, per non perdere tutto, l’ipotesi è caduta ufficialmente ieri mattina, quando si è deciso di scrivere la parola “cancellata” sulla ventinovesima edizione del Cimarelli.
Così dopo il Listanti, Terni perde anche un’altra importante vetrina nel panorama natatorio. La questione arriva arriva anche sui banchi della politica locale. “Da tempo denunciamo - spiega Francesco Ferranti, consigliere comunale Pdl-FI e vicepresidente della prima commissione consiliare - la situazione di abbandono delle politiche per lo sport in generale, e per il nuoto in particolare, da parte dell’amministrazione Raffaelli.
Negli ultimi nove anni anche quello che era un fiore all'occhiello per Terni come il nuoto, è precipitato, prima con la piscina comunale dello Stadio, poi con questi ultimi due episodi. Non si è riusciti in nessun modo a tutellare l'attrattività del nostro territorio, abbiamo perso due vetrine nazionali e anche la possibilità di ospitare gli allenamenti delle nazionali per i Mondiali di Roma”.

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