E' bastato che il magazine del Corriere della Sera riprendesse il vecchio piano energetico nazionale del 1985 (prima del referendum), che indicava la generica localizzazione di una centrale nucleare nell'Umbria sud-occidentale, per scatenare una vera e propria bagarre.
Le indiscrezioni su una possibile individuazione dell'area di Nera Montoro e San Liberato da parte del ministero delle Attività produttive per una delle nuove centrali di cui l'Italia vorrebbe dotarsi, hanno riacceso un dibattito che si era sopito 25 anni fa, col piano energetico regionale del 1983.
E prima ancora che la vicenda possa trasformarsi nell'ennesima battaglia di campo tra favorevoli e contrari, arrivano proprio dal ministero di Claudio Scaloja le prime smentite ufficiali alle voci di un ingresso del Ternano-Narnese nel "club dell'Atomo".
Fonti del ministero delle Attività produttive, infatti, chiariscono che i tecnici di via Veneto stanno lavorando ad individuare, entro la fine del 2008, i criteri per localizzare le nuove centrali nucleari, i siti di stoccaggio delle scorie e le compensazioni ai cittadini interessati. In pratica, la discussione è ancora alla fase preliminare: si devono, cioè, aggiornare le valutazioni tecnico-ambientali che portarono a scegliere, quasi trent'anni fa, i quattro siti di Caorso, Trino Vercellese, Latina e Garigliano.
Gli esperti ministeriali, insomma, prima di tutto dovranno esprimersi sulle tipologie degli impianti di produzione elettrica nucleare che possono essere realizzati nel territorio nazionale, quindi indicare i criteri-base di "ospitabilità": distanza dalle aree densamente popolate, estraneità ai rischi sismico, alluvionale e franoso, presenza di acqua abbondante per il raffreddamento del nucleo.
L'intenzione del ministro Scajola, che entro l'estate riunirà le commissioni tecniche elaborando i primi documenti ufficiali, è quella di operare come avviene all'estero, attraverso bandi per le amministrazioni che vogliono candidarsi ad ospitare siti in cambio di compensazioni economiche e tariffarie.
Una scelta mutuata dalle esperienze tedesche, francesi e olandesi. E smentite arrivano anche dall'Enel, che nei giorni scorsi aveva sostenuto la necessità di realizzare 6 nuovi siti nucleari. "Non abbiamo avanzato alcuna ipotesi di localizzazione”, fanno sapere dalla società elettrica nazionale. Cadono dalle nuvole, invece, le istituzioni locali.
"Non abbiamo notizie ufficiali su ipotesi di individuazione del Narnese come sede di potenziali nuovi impianti nucleari - attacca l'assessore regionale alle Attività produttive Mario Giovannetti - e non ci sono arrivate nemmeno indiscrezioni".
Il presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli, scuote la testa e si lascia scappare un sorriso. "Certo che fughe in avanti di questo tipo, con il problema energetico che dobbiamo affrontare con responsabilità e condivisione, non aiutano".
Anche Stefano Bigaroni, sindaco di Narni, smorza sul nascere le voci: "Non c'è alcun pronunciamento ufficiale le informazioni che avete raccolto al ministero delle Attività produttive sono le stesse di cui siamo in possesso anche noi".
Il più caustico, però, è il sindaco di Terni Paolo Raffaelli: "Con tutte le cose di cui sono costretto ad occuparmi pretendete che vada dietro anche alle ca...te?"

di Federico Zacaglioni dal Corriere dell'Umbria

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