Raffaelli difende Terni

La città non è in declino. Lo ha ribadito ancora una volta di fronte agli ultimi reduci delle formazioni partigiane il sindaco Raffaelli, in piazza della Repubblica, in occasione del 64esimo anniversario della Liberazione di Terni. Accanto a lui, sotto la corona d’alloro, il vescovo Paglia in abito talare, quello che con la sua lettera pastorale alla città ha aperto il lungo dibattito sul declino e sulle prospettive per uscirne che prenderà forma articolata e compiuta nella due giorni di convegno che si apre questa mattina a Palazzo Gazzoli.
Ma il sindaco, nel suo discorso, non si rivolgeva certo al vescovo ma all’opposizione di centrodestra, alla lista civica Terni oltre e a tutti quelli che sono entrati nel dibattito utilizzandolo a scopo di polemica politica.
Declino? Il sindaco ha chiarito che l’aggettivo è semmai da riferirsi a stagioni fortunatamente lasciate alle spalle: “Non solo la ricostruzione ma anche la riconversione durissima degli anni ’80 e ’90 (che sembra oggi dimenticata, rimossa e che invece fu un passaggio decisivo nella storia della città, allora sì che veramente il declino era ad un passo), ma anche passaggi criticissimi come la grande vertenza dell’acciaio tra il 2003 e il 2005”.
“C’è tanto da fare ancora - ha chiarito il sindaco - il grosso del lavoro è come sempre di fronte alle nuove generazioni e alle classi dirigenti a venire; ma chi parla oggi di declino, di città impaurita e di progressivo impoverimento di Terni, mostra a mio avviso di non avere consapevolezza adeguata di quelle che sono le opportunità e le responsabilità che si aprono di fronte a una città in crescita, non solo quantitativa, e che è ormai alle prese con alcune serie e grandi questioni di prospettiva: quale modello di internazionalizzazione per la città delle multinazionali; quale diversificazione e articolazione del modello economico nella città dell’acciaio, della chimica e dell’energia; quale connessione forte tra questa solida struttura economica e le filiere dell’innovazione, della ricerca e dell’alta formazione universitaria; come procedere sulla via segnata di un ruolo di Terni sempre più città cerniera tra un’Umbria con tante potenzionalità ancora inespresse e l’area metropolitana della Capitale in forte e impetuosa espansione, con una grande capacità attrattiva ma anche alla ricerca di luoghi accoglienti in cui decentrare le sue funzioni pregiate.
Tanto lavoro e tante occasioni da cogliere, altro che declino”. Il sindaco su queste prospettive di sviluppo auspica un confronto alto “non meschine diatribe strapaesane che tante volte hanno messo piombo nelle ali alla capacità di volare di questa città. Lo spirito della Liberazione e della ricostruzione, il suo profilo di unità e solidarietà è più che mai attuale e ne abbiamo un grande condiviso bisogno”.
Impassibile il vescovo Paglia al suo fianco, mentre applaudivano con entusiasmo per questa esibita e rinnovata rivendicazione di quanto fatto dalla sua giunta molti consiglieri del centrosinistra.

dal Corriere dell'Umbria

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