C’è anche il Comune di Terni nella black-list pubblicata venerdì 4 luglio dal ministero della Funzione pubblica sul proprio sito internet, nell’ambito della “operazione trasparenza” varata dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta.
A Palazzo Spada, infatti, hanno scelto di fare gli indiani e non hanno trasmesso al ministero, come previsto dalla legge, gli elenchi dei consulenti,dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa e gli incarichi professionali attivati nel corso del 2006 e relativi al 2007.
Oltre al Comune di Terni nella “lista nera” degli enti che nascondono ai cittadini la spesa per incarichi esterni figurano altre amministrazioni locali del Ternano, come il Comune di Orvieto, ma anche comuni più piccoli.
In questi casi, però, si potrebbe trattare anche di enti che non hanno fatto ricorso a consulenze e che, di conseguenza, non erano tenuti ad alcuna comunicazione.
La Provincia di Terni, i Comuni di Narni e Amelia, invece, hanno adempiuto alla normativa, che prescrive l’anagrafe delle prestazioni, per testimoniare ai cittadini come vengono spese le risorse pubbliche.
Ora il Comune e i suoi dirigenti corrono due tipi di rischi: uno di natura sanzionatoria e uno che finirebbe col riflettersi direttamente sui circa cento consulenti attivi negli uffici municipali con molteplici funzioni.
La normativa di settore (il decreto legislativo 165 del 2001) prevede, testualmente, che “le amministrazioni che omettono gli adempimenti non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono”.
L’interpretazione più restrittiva della legge, quindi, potrebbe portare a profili di nullità per tutti gli incarichi professionali attivati dal primo gennaio 2007.
In pratica, di tutti i contratti dei consulenti e dei collaboratori dell'ente i cui rapporti di lavoro vengono rinnovati anno per anno.
In questo caso, se il ministro Brunetta, come aveva fatto il suo predecessore Nicolais del governo Prodi, chiederà l’intervento della Corte dei conti (come hanno fatto trapelare gli organi di informazione economico-finanziaria) i dirigenti comunali potrebbero essere chiamati a giustificare gli stipendi pagati a collaboratori, consulenti e professionisti che hanno operato con contratti nulli.
E il rischio, per loro, è quello di una pesantissima sanzione amministrativa, come è avvenuto di recente nel caso della consulente alla Pace.

di Federico Zacaglioni dal Corriere dell'Umbria

1 commenti

  1. Anonimo  

    24 ottobre 2008 15:52

    MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territorio.Dal febbraio 2002 l’amministrazione comunale tiene,illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall’ufficio il comandante dei vv.uu;(uno dei quattro dipendenti comunali laureati,di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico),sostanzialmente senza fare quasi niente,a spese del contribuente.(Vedere sentenza immediatamente esecutiva,in internet,alla voce DEMANSIONAMENTO CAMERINO)

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