Olio Coppini TerniOrgoglio del territorio umbro, l’olio ternano Olio Coppini vince la sfida dei mari e solca gli oceani a bordo delle navi Costa.
Nei lussuosi ristoranti delle crocere ad essere servito è infatti il suggestivo extravergine “La mola delle streghe”, un fruttato di alta qualità, marchio Coppini, che nella sua fragranza rievoca alle papille la magia di quando l’olio “si andava a prenderlo alla mola”.
E’ una conquista che il produttore ternano ha ottenuto rivitalizzando la tradizione dell’Umbria, terra di mulini, “la cultura umbra dell’olio buono” che è cultura, manco a dirlo, artigianale, e insieme innovando l’azienda, con la tecnologia, “con controlli nella filiera produttiva tipici della realtà industriale”.
Una strategia vincente - anche perché è la mancanza di innovazione ad affossare l’imprenditoria italiana - quella della tradizione e dell’innovazione mescolate, e, viene da dire, "condite” da una grande passione: per le sfide del mercato e soprattutto per la qualità del prodotto.
E’ su questa strada che Coppini è diventato un marchio di qualità, e che un “circolo vistuoso” ha diffuso i suoi oli da Terni in Italia, nella grande distribuzione, per poi sbarcare all’estero, con il 30% della produzione, facendo il giro di quasi tutti i continenti, Europa, Nord e Sud America, Asia, e ora anche l’Africa.
Un fatturato praticamente raddoppiato quest’anno, 53esimo anniversario dell’azienda, 50mila bottiglie in vetro prodotte al giorno più 25mila lattine, un fabbricato di circa 2mila e 500 metri quadrati che non basta più e da affiancare con un capannone di altri 15mila metri quadrati, un investimento di modernizzazione che supera i 2 milioni di euro.
Sono i numeri di un’azienda in crescita che nella sua strategia ha anche un altro ingrediente che fa la differenza, e magari fosse preso a modello anche da altre aziende italiane. Quest’oleificio a conduzione familiare, dalle proporzioni ormai da grande industria, è stato fondato da nonno Giuseppe Coppini nel 1955.
Passato poi al figlio Angelo, direttore e severo responsabile del controllo qualità, e ora, al terzo passaggio generazionale, ai suoi tre figli.
E tutti costoro hanno affiancato alla carta vincente “tradizione-innovazione-passione-qualità”, un pezzo da novanta del successo: il lavoro di squadra.
Facile a dirsi. E duro a farsi.
Formazione e motivazione del personale è stata la forza della crescita dell’azienda, che si avvale di “collaboratori pronti a tutte le sfide, in un clima di positività”.
Questa capacità di coinvolgere e valorizzare il personale, è la vera qualità del leader, e quanto manchi a certi imprenditori italiani, che più che leader sono solo manager, è ormai chiaro dalle tristi cronache sul lavoro, e non solo locali.
Allora è una punta di orgoglio in più che imprenditori “veri”, siano ternani, in un momento in cui tanto si addita al declino della città, e che valorizzino “la squadra” per valorizzare la “qualità”.
Con più gusto avremo allora sulle nostre tavole, il sapore delle nostre origini, l’olio della mola, che vince la concorrenza con il Coppini Classico o il Pedimonte, o quell’extravergine fruttato che sa tanto di terra umbra.

Orietta Bonifazi dal Corriere dell'Umbria

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