L’obiettivo ambizioso è quello di completare quella grande avventura di ricostruzione del centro storico iniziata negli anni Ottanta con la riqualificazione dei quartieri Duomo e Clai. Oggi nessuno se ne ricorda più, ma trent’anni fa gran parte delle vie di quei quartieri avevano palazzi puntellati perché cadenti e locali a piano terra abbandonati. Oggi il centro storico di Terni è vivo, attrattivo e tra i più popolati dell’Umbria; con quegli immobili che trent’anni fa avevano valori irrisori e che oggi costituiscono un capitale per chi li possiede.
Restano ancora isole di degrado che oggi si cerca di risanare. Lo strumento che il Comune intende utilizzare per risanare quelle porzioni di centro storico ancora in degrado si chiama Puc2 (Piani urbani complessi).
Sul piatto ci sono 16 milioni di euro. Otto milioni si cerca di prenderli dalla Regione partecipando al bando regionale di gara per la riqualificazione dei centri storici al quale possono partecipare solo i Comuni con popolazione superiore ai 10mila abitanti.
Il bando scade il 30 settembre.
Tre milioni e 200mila euro li mette direttamente il Comune e stanno già nel piano triennale delle opere pubbliche.
Quattro milioni e 800mila euro è il cofinanziamento chiesto ai privati; chiamati dalla giunta Raffaelli a credere e ad investire di nuovo nel centro storico.
Centro storico la sfida finale La porzione residua da riqualificare, quella oggetto del Puc2, è quella imperniata sull’asta del Nera e del torrente Serra; circa 773mila metri quadrati, dei quali 407mila compresi nel centro storico e i rimanenti in aree limitrofe. Il lato est comprende parte del quartiere Duomo e della zona di corso Tacito, il lato nord piazza Tacito e le vie Saffi, della Bardesca e Brin, il lato ovest via Centurini e il lato sud via Gramsci, via Vitalone e il fiume Nera. Per il sindaco Raffaelli il Puc2 è lo strumento per attuare quelle parti di nuovo Piano regolatore che interessano il centro storico.
Un Prg di ricucitura e che valorizza il fiume Nera. Nella parte pubblica del progetto col quale il Comune di Terni parteciperà al bando regionale con l’obiettivo d’incassare 8 milioni di euro ci sono gran parte dei nodi irrisolti del centro storico ma che nel pacchetto sono visti come nuove occasioni di sviluppo e di riqualificazione innovativa.
Dal completamento del polo museale all’ex Siri, alla riqualificazione del teatro Verdi, dal recupero di Palazzo Carrara unito funzionalmente al complesso di San Pietro.
Per l’ex Siri è previsto un centro servizi per il commercio in modo da unire quel comparto alle attività del centro storico.
Per Largo Manni, uno dei grandi vuoti urbani destinato ad accogliere temporaneamente gli operatori del mercato coperto si prevede “un mercato per attività commerciali al dettaglio e un mercatino interculturale”.
Nel progetto che partecipa al bando regionale è prevista anche la riqualificazione di un pezzo dell’ex Lanificio Gruber “con la finalità di localizzarvi un polo dedicato alla multiculturalità e all’integrazione dei cittadini stranieri nella comunità urbana”.
Finanziamenti ai privati L’assessore ai Lavori pubblici Alberto Pileri ha esortato chi vive ma soprattutto chi lavora nel centro storico a vincere la depressione del momento contingente e a tornare ad investire nel centro storico.
A disposizione ci sono oltre tre milioni di euro che saranno messi a bando, stavolta comunale. Tre i bandi.
Uno rivolto a piccole e medie imprese per attività di servizio ai cittadini e alle imprese. Trecentomila euro sono stanziati per un intervento che dovrà essere realizzato all’interno del Gruber.
Il Comune si fa carico del recupero dell’immobile di 600 metri quadri dove dovranno essere attivati “servizi interculturali alla persona per l’infanzia e l’adolescenza”.
Altri 100mila euro sono stanziati per gli stessi servizi da realizzare in zona diversa del Puc2. Il bando è rivolto ad associazioni e cooperative sociali. Sicuramente parteciperà l’associazione InTernistranieri che aveva già presentato un progetto analogo per Strada di Cardeto.
Progetto poi dirottato dalla giunta sul Gruber. Piccolo commercio arrivano gli aiuti Ci sono ben un milione e duecentomila euro di contributi ad attività commerciali e artigianali.
Ma tutti localizzati nelle parti più povere del centro, quelle ancora da riqualificare.
Aiuti volti a riqualificare la propria attività ma anche a trasformarla.
Chiaramente saranno premiati i progetti innovativi.
Gli aiuti sono volti a sostenere proprio quei pezzi di centro storico oggi in difficoltà commerciale: 650mila euro per gli operatori che gravitano nell’area del mercato coperto; 300mila per quelli di largo Cairoli; 150mila per quelli dell’area Clai e 100mila per l’adeguamento o nuova realizzazione di spazi attrattivi nelle aree Manni, ex Siri o largo dei Banderari.
Recupero edilizio, boccata d’ossigeno Ci sono infine un milione e seicentomila euro di contributi pubblici nell’ultimo bando, quello rivolto all’edilizia residenziale per il recupero di alloggi di proprietà privata, ma anche destinati alla locazione o alla vendita.
In questi ultimi casi secondo parametri sociali.
Le domande di partecipazione ai tre bandi dovranno essere presentate entro l’8 settembre, in modo da essere inserite nel progetto complessivo di partecipazione al bando regionale Puc2 che dovrà essere presentato entro il 30 settembre.
Corsa contro il tempo, considerando anche che c’è agosto di mezzo con quasi tutti gli studi professionali chiusi per ferie o in attività ridotta.
Il dirigente dell’Urbanistica Aldo Tarquini ammonisce a leggere bene il bando e a non farsi spaventare perché per le domande iniziali di ammissione ai bandi è prevista “una progettazione di massima, molto sommaria”. L’assessore Pileri invita i privati, cooperative sociali, imprese o singoli cittadini a partecipare in massa: “La riuscita del Puc2 dipende anche da questo”.

Giuseppe Magronidal Corriere dell'Umbria

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