Università pochi fondi

La metafora utilizzata dal rettore Bistoni per descrivere la situazione economica dell’università evoca l’idea del diluvio universale.
“Dopo il temporale del decreto Mussi - ha detto durante la riunione del consiglio di amministrazione del Consorzio universitario ternano - è arrivata la grandinata dei tagli di Tremonti”.
Per ora non ci sono cifre ufficiali sul deficit del fabbisogno economico del Polo scientifico e didattico ternano.
Ma l’intero ateneo perugino, che a Terni e Narni ha decentrato ben 6 facoltà e 14 corsi di laurea, dovrà fare i conti con minori entrate consistenti.
Una fetta percentuale rilevante di una manovra che peserà per 700 milioni di euro sulle università italiane, che si vanno ad aggiungere alla possibilità di reintegrare appena il 20 per cento del corpo docente con la formula del turn over.
Numeri da punto di non ritorno. Numeri che impongono una nuova stagione di austerity, dopo quella di un decentramento “spinto” che, però, l’Università di Perugia non intende rimettere in discussione. “Terni universitaria è considerata dal rettore Bistoni come parte integrante dell’ateneo - conferma il sindaco Raffaelli, presidente consortile - è però evidente che, anche per fronteggiare la sfida posta dal ministro Tremonti sul piano economico, dovremo rispondere con una politica delle eccellenze, ragionando sull’assetto dei corsi di laurea, sui possibili accorpamenti, sulla riduzione di duplicazioni e ridondanze, senza mettere in discussione le 6 facoltà”.
Quattro i mandati conferiti al presidente del Consorzio universitario: l'avvio di un tavolo col ministero dell'università e della ricerca per lo sviluppo del polo ternano, anche in riferimento alla ripresa del confronto sul Patto di territorio; il rilancio di un confronto con la Regione per l’analisi delle ripercussioni economiche sul sistema umbro; l’allargamento della base associativa dell’organismo consortile e l’attrazione di nuovi finanziamenti; l’avvio di una ricognizione per l’attivazione delle aule e dei laboratori della nuova sede della facoltà di Medicina e chirurgia, secondo il progetto per stralci funzionali presentato dal gruppo di lavoro coordinato da Ricci Feliziani e dal preside Puxeddu.
Dal presidente Cavicchioli è arrivata la proposta di un rafforzamento della connessione col sistema creditizio, mentre il Consorzio di medicina - che sarà chiamato a proseguire la sua attività anche nella fase di consegna dei lavori - potrà contare su una prima dotazione stimata in circa un milione e 100 mila euro per l’avvio della didattica nei primi due edifici, già in autunno inoltrato.

Federico Zacaglioni dal Corriere dell'Umbria

0 commenti

Posta un commento

News su Terni Mania

News dalla Provincia di Perugia

Offerte e Promozioni a Terni

Offerte di lavoro a Terni e Provincia