Bike sharing Terni

Si arena per mancanza di fondi il progetto bike sharing.
Il sistema che prevedeva l’individuazione di una serie di punti di distribuzione delle bici in città nei quali attraverso una card sarebbe stato possibile prelevare la propria bicicletta è fermo al palo.
Secondo quanto emerge da un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, i fondi che la Finanziaria 2008 aveva destinato alla mobilità alternativa (e cioè 4 milioni di euro per il triennio 2008/2010), sono stati “sacrificati dal governo per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie” mentre quelli della Finanziaria 2007 devono ancora essere erogati.
Dunque per il bike sharing a Terni la strada è tutta in salita.
Il sistema delle bici a noleggio per la nostra città avrebbe potuto rappresentare un interessante e credibile alternativa all’auto privata e tamponare l'odiosa abitudine dei ternani di servirsi dell'automobile anche per piccoli spostamenti.
Certo lo stato delle piste ciclabili cittadine non invoglia a salire in sella.
Troppo corta la superficie ciclabile, appena 16 chilometri e molte piste sono spezzate all'improvviso, senza continuità.
Oltretutto da circa sette anni non viene più rifinanziata a livello comunale la legge 366 del 1998 per le piste ciclabili.
Fatto sta che, i ternani non rinunciano all'automobile, come dimostra l'ennesimo sondaggio che fotografa questa pessima abitudine.
Il più recente è quello condotto dall'Osservatorio sulla mobilità sostenibile dell' Airp (l'associazione italiana ricostruttori pneumatici) che piazza l'Umbria al secondo posto in Italia per numero di auto circolanti in rapporto alla popolazione (67 macchine ogni 100 residenti).
L’amministrazione comunale attendeva da mesi una risposta dal Ministero sul progetto esecutivo presentato ad aprile scorso per il bike sharing e ora è arrivato il brutto risveglio.
Quasi una beffa per il Comune di Terni, uno di quelli promotori in Italia nel 2008 del “Club delle città per il Bike Sharing”.
In base a quel progetto, sarebbe stato avviato il sistema delle bici a noleggio in cinque punti della città. Piazza Tacito, piazza Europa, Vocabolo Staino, piazza Dante e sull'area del parcheggio di viale Prati.
Qui si sarebbero dovute posizionare delle rastrelliere e realizzare delle pensiline per un totale di 35 bici a noleggio.
Il costo complessivo dell’opera 180 mila euro di cui 110mila messi a disposizione dal Comune di Terni.
“Il silenzio del Ministero non lasciava presagire nulla di buono - dice l’assessore al traffico Gianfranco Salvati - ora questa triste notizia conferma le nostre preoccupazioni”.
Ma Terni sembra intenzionata ad andare avanti comunque. “Ci proveremo cercando altri canali di finanziamento - conclude Salvati - dopo la pausa estiva proveremo ad avviare un ragionamento con la Regione”.

Chiara Damiani dal Corriere dell'Umbria

Mentre leggevo questo articolo a me è saltato agli occhi un dato:
180.000 euro per 35 biciclette 5 rastrelliere e pensiline? C'è un errore spero!

2 commenti

  1. Salviamo i nostri figli  

    4 agosto 2008 09:54

    E' incredibile come quando non si riesce a realizzare qualcosa la colpa sia sempre degli altri. 180.000 € per il bilancio di un ente quale il comune di terni non dovrebbero essere un costo proibitivo. quante cosulenze inutili si potrebbero tagliare per reperire questi fondi? io penso che se ci fosse la volontà di realizzare certi progetti i fondi si riuscirebbe a trovarli, magari ricorrendo in parte ai contributi di privati desiderosi, ad esempio, di farsi un po' di pubblicità. Un esempio su tutti. A Monaco di Baviera, qualche anno fa, una società privata decise di avviare un'attività di bike sharing. Qualche bici, molta tecnologia e un po' di risorse. Nel giro di un anno gli imprenditori sono stati costretti a vendere la società e sapete perché? No, non perché andava male, tutto il contrario. Andava talmente bene che non riuscivano più a stare dietro alle richieste. Servivano ingenti investimenti e un'organizzazione in grado di gestire un affare ormai veramente enorme. La società è stata venduta alla Deutsche Bahn (le ferrovie tedesche) per cui oggi potete andare tranquillamente in giro per Monaco e vedere le bici marchiate DB parcheggiate in ogni luogo. L'idea vincente p stata quella di non vincolare i parcheggi delle bici con delle rastrelliere ma di lasciare liberi gli utenti di lasciarle dove vogliono. Una volta arrivati a destinazione si chiama la centrale operativa che provvede a bloccare la bici tramite controllo satellitare. Il prossimo cliente chiama la centrale, fornisce il proprio codice utente, dalla centrale sbloccano la bici e via, lunghe le centinaia di chilometri di piste ciclabili. Giunti a destinazione si chiama la centrale e via, si ricomincia il circolo. Smeplice vero!. Troppo avanzato per noi, forse. Intanto continuiamo a goderci la nostra bella Terni invasa dalle auto in ogni luogo e in ogni ora del giorno...e c'è chi si lamenta pure per le limitazioni alla ZTL!. Ma qualcuno pensa veramente che esista una ZTL in questa città?. Un'ultima cosa, una domanda a tutti coloro che frequentano i locali del centro con tavoli all'aperto: ma come fate a mangiare la pizza o bere un aperitivo con i SUV che passano a pochi centimetri dai vostri tavoli scaricando chili di PM10 e PM2,5 sulle vostre pietanze?. Boh, me lo chiedo ogni volta che passeggio per il centro città. Misteri.

  2. Anonimo  

    14 settembre 2008 10:23

    A quanto pare qualcuno ha cominciato a pensarci anche in Italia come sembra da questo link www.asap-firmware.com/news.asp

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