A otto mesi dalle prossime elezioni amministrative, la maggioranza non ha ancora sciolto il nodo della riforma del decentramento imposta dall'ultima finanziaria del governo Prodi.
Ma, intanto, spunta un nuovo progetto nato dalla base del Partito Democratico, da quei circoli che ne rappresentano il presidio territoriale. L'ultima idea, in casa Pd, è quella di utilizzare l'opportunità di costituire Municipi, al posto delle circoscrizioni, laddove vi erano antichi Comuni che sono stati accorpati al territorio ternano. Contemporaneamente sarebbe possibile costituire tre circoscrizioni nel resto del territorio comunale, riducendo le nove attuali. A lavorare al progetto è stato un giovane esponente democratico di Torre Orsina, Jonathan Monti, che col suo circolo ha chiesto un parere all'avvocato Giovanni Tarantini, docente di diritto regionale all'Università degli sudi di Perugia ed eminente amministrativista. E dal legale è arrivato il disco verde: secondo la sua relazione, infatti, la finanziaria 2007 ha modificato esclusivamente l'articolo 17 del testo unico degli enti locali, disponendo la possibilità di realizzare circoscrizioni ogni 30mila abitanti.
Ma non è stato toccato l'articolo precedente, che dà la facoltà di costituire i Municipi come organi di decentramento amministrativo, in quei territori che si sono fusi in passato con altri Comuni. Diventano così tre distinte le posizioni all'interno del Pd ternano sulla riforma del decentramento.
La prima, quella più rigorosa, prevede il taglio generalizzato degli organismi politici e la realizzazione di uffici tecnici e amministrativi per l'erogazione di servizi al cittadino, senza poltrone o incarichi elettivi.
La seconda, quella più aderente alla riforma introdotta dall'ex ministro Nicolais, prevede invece la costituzione di tre circoscrizioni. Infine, da qualche settimana è spuntato il progetto più estensivo: tre circoscrizioni e ben 6 Municipi, corrispondenti agli antichi Comuni annessi a Terni. Vale a dire Cesi, Collescipoli, Collestatte, Torre Orsina, Piediluco e Papigno.
“Di questa ipotesi - conferma l'assessore al Decentramento, Sergio Trivelli - stiamo discutendo da settimane. Voi giornalisti dite che c'è spaccatura nel Pd, ma in realtà c'è un dibattito sul modello di riforma pieno di contenuti e che sta coinvolgendo anche e soprattutto la base. Nei territori c'è interesse e attesa, perché quella dell'autonomia delle rappresentanze e dei servizi locali è un'esigenza molto forte. In ogni caso siamo ancora alle proposte, va fatta una discussione più ampia in maggioranza, anche perché va modificato lo statuto”.
Il centrosinistra, da Rifondazione all'ex Margherita, conta su 27 voti. Sufficienti a garantire i due terzi, la maggioranza qualificata necessaria a modificare lo statuto comunale prima delle prossime elezioni

Federico Zacaglioni dal Corriere dell'Umbria

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