Dal marzo del 2007 a oggi è scattato per una dozzina di volte l’allarme radioattività all’inceneritore Asm di Maratta.
Per dodici volte sono transitati a Terni rifiuti radioattivi, con un tasso estremamente ridotto, ma tale da essere registrato dagli strumenti di rilevazione installati da una ditta specializzata per conto della stessa Azienda speciale multiservizi.
E proprio da ieri il portale di misurazione della radioattività è diventato autonomo.
Non più manuale come un tempo e neppure con la presenza fissa di un tecnico pronto a tararlo e a intervenire per qualsiasi evenienza.
“Ora - spiega Mauro Agostini, titolare dell’omonima ditta specializzata in controlli, perizie e collaudi di radioprotezione - il nostro portale ha una totale autonomia operativa”.
Si tratta di due piantane dotate di rilevatori di radioattività. I camion dei rifiuti vi passano sotto e se c’è qualcosa che non va, scatta subito l’allarme.
“Siamo in grado di rilevare anche percentuali irrisorie, come nei casi di iodio 131 registrati nei mesi scorsi. Quasi sempre - continua - si è trattato di rifiuti ospedalieri: pannoloni o fazzoletti usati da pazienti in radioterapia. Rifiuti gettati in mezzo a quelli indifferenziati, ma che non hanno eluso il nostro sofisticato sistema di controlli”.
Il problema, insomma, starebbe a monte, al momento del conferimento dei rifiuti nei cassonetti. Una volta scattato l’allarme - prosegue Agostini -
“vengono subito attivate le procedure del caso. Il materiale radioattivo viene smaltito secondo la legge mentre il resto del carico del camion viene rimosso dal cassone e accuratamente selezionato a mano dal personale addetto, con tutte le cautele previste dalla normativa vigente”.
Agostini precisa comunque che gli isotopi radioattivi rilevati dal portale decadono con facilità e non sono stati trovati in misure tali da rendersi pericolosi per la salute umana. Proprio sul portale per la misurazione della radioattività si era scatenato nei mesi scorsi un duro braccio di ferro tra l’Asl di Terni, che lo aveva prescritto, e l’Asm che in proposito aveva presentato un ricorso, poi respinto. Intanto, sul fronte politico, c’è da registrare la presa di posizione del consigliere comunale del Pdl-FI, Federico Salvati, secondo il quale
“il superamento ripetuto dei limiti di radioattività all’inceneritore Asm di Maratta dimostra la noncuranza con cui sono stati smaltiti i rifiuti a Terni. Cosa può essere successo - incalza Salvati - quando l’apparecchio non era stato ancora installato? Che cosa è stato bruciato dal termovalorizzatore? E, dunque, cosa ci siamo respirati nel frattempo?”.
Domande che attendono da mesi una risposta chiara e inequivocabile.
Intanto oggi il gip Maurizio Santoloci deciderà sulla nomina del collegio dei periti incaricato dell’incidente probatorio chiesto dal pubblico ministero Elisabetta Massini per chiarire le cause della morte di Giorgio Moretti, il capoturno dell’inceneritore ucciso da un tumore.
Agli stessi periti spetterà inoltre il compito di stabilire eventuali correlazioni tra i casi di cancro riscontrati anche tra i colleghi di lavoro di Moretti e il tipo di lavorazioni effettuate all’interno del termovalorizzatore pubblico ternano.
Il mese scorso il gip aveva azzerato il collegio dei periti, dopo le obiezioni sollevate dalla difesa sulla presunta parzialità di alcuni di loro. Il giudice aveva auspicato un metodo più dialogante nella formazione del pool di esperti, sollecitando in tal senso un pronunciamento della difesa e del pm.

Antonio Mosca dal Corriere dell'Umbria

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia