Lo zampillo si è levato alto nel cielo trenta, quaranta metri davanti allo sguardo sorpreso dei turisti. Quando poi è ricaduto a cascata allagando i chioschi del tourist shop e il salone d’ingresso del ristorante “Il pavone d’oro” tutti hanno capito che non si trattava di un’attrazione.
Il sistema idraulico di raffreddamento dell’area a caldo dell’Ast, migliaia di metri cubi di acqua al minuto che, attraverso quattro condotte forzate in ghisa dalla montagna di Marmore scendono fino a viale Brin facendo curve, salite e discese ha ceduto per la terza volta in pochi mesi.
La prima volta fu lo scorso 25 marzo quando si ruppe una condotta forzata praticamente sotto la scalinata del ristorante La Pinetina, devastando quel pezzo di strada Valnerina e inondando di sassi e fanghiglia il Tourist shop della Cascata.
La seconda volta sabato notte, quando a cedere è stato un altro pezzo di condotta.
Il terzo guasto ieri pomeriggio, poco dopo le sedici.
Si è rotta una valvola
Il guasto stavolta è avvenuto all’interno del chiusino che serve ai tecnici dell’Ast per ispezionare lo stato delle quattro condotte in ghisa che passano proprio sotto la “piazza” del Tourist shop.
Sei o sette metri quadri recintati e coperti da verde per farlo sembrare un’aiuola davanti al vialone d’ingresso del piccolo centro commerciale.
Sembra che la pressione abbia fatto saltare una valvola.
La pressione dell’acqua avrebbe poi fatto scagliare in alto la passerella che serve ai tecnici lanciandola a mo’ d’ariete contro una condotta forzata lesionandola.
Da qui il getto fortissimo; quello zampillo di trenta, quaranta metri. Che è durato per qualche decina di minuti.
Formando un fiume d’acqua che ha allagato praticamente tutti i chioschi.
Riversandosi poi nel parcheggio.
Immediato l’allarme.
Sul posto sono giunti vigili urbani e vigili del fuoco con le idrovore. Mentre i tecnici dell’Ast dalla sala comando interrompevano il flusso di acqua in quella condotta lesionata.
L’acqua, data la pressione, è comunque continuata a fuoriuscire fino alle diciotto.
In tutta la zona, per ragioni di sicurezza, è stato interrotto il flusso di energia elettrica.
Così come, dalle 16, i gestori della Cascata hanno interrotto il servizio di biglietteria e bloccato gli accessi a piazzale Byron e ai percorsi turistici.
Con qualche disappunto degli interessati che sono stati costretti ad ammirare il getto da lontano. Viviamo sopra una bomba Rabbiosi i commercianti del Tourist shop:
“Viviamo e lavoriamo sopra una bomba d’acqua, è stato irresponsabile aver permesso la costruzione di un centro commerciale sotto un sistema di condotte forzate da migliaia di metri cubi al minuto vecchio di centoventi anni”.
Difficile al momento quantificare i danni; soprattutto merce deteriorata dall’acqua. La Confcommercio ha già messo a disposizione il suo ufficio legale.
L’Ast si è impegnata a riparare quanto prima il guasto. La rottura di marzo provocò danni per oltre mezzo milione di euro perché l’acqua sfasciò un bel tratto di strada Valnerina e penetrò limacciosa all’interno di chioschi e abitazioni. Oggi i danni sono inferiori. Resta la preoccupazione per un sistema idraulico che mostra tutti i suoi anni.

Giuseppe Magroni dal Corriere dell'Umbria

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