La piaga dell'usura e del racket si sta abbattendo potentemente anche sulla città di Terni. Non sono più solo commercianti o piccoli imprenditori a causa di investimenti sbagliati a finire nelle mani degli strozzini.
Ora ci sono dentro anche i lavoratori dipendenti e dunque a stipendio fisso e i pensionati. Anelli deboli dell'economia di mercato, particolarmente vulnerabili in questi ultimi anni, con il potere d'acquisto sempre più basso degli stipendi e l'aumento del costo della vita.
Per chi si trova in gravi difficoltà economiche con le banche che nel frattempo chiudono i cordoni della borsa, lo strozzino può diventare il miglior amico.
É anche questo uno dei motivi per cui la maggior parte dei casi di usura resta sommerso. L'usurato non denuncia il suo aguzzino non solo per paura delle ritorsioni ma perché esiste al fondo, la convinzione della vittima di non avere comunque alternative alla propria situazione.
Solo l'usuraio, al momento del bisogno, lo ha "aiutato" e solo l'usuraio può, comunque, "dargli" ancora qualcosa.
Altro denaro insomma, in cambio dell'ennesimo assegno che nessun altro più accetta. Trovare la forza di denunciare dunque non è semplice ma è importante per non essere più soli. La denuncia consente poi di ritrovare una sicurezza economica con la possibilità di accedere al Fondo di solidarietà istituito dallo Stato per le vittime del racket e dell'usura grazie al quale chi ha subito, per essersi opposto agli estorsori, danni alla persona o alla propria impresa può ricevere, a titolo di risarcimento, un'elargizione che gli consenta di riprendere l'attività.
Al Fondo infatti possono accedere solo imprenditori, commercianti o liberi professionisti. Le categorie più esposte al rischio. Una fotografia del fenomeno dell'usura sul territorio la fornisce lo Sportello antiusura che si trova a Terni, l'unico in tutta la regione dell'Umbria.
Offre assistenza alle vittime dell'usura, ma anche del racket, estorsione e a coloro che sono a rischio di diventarlo.
Si trova in piazza San Francesco. É tornato a funzionare dopo una lunga pausa estiva. A gestirlo è una donna, diventata icona nazionale della lotta all'usura. É Franca de Candia, presidente dell'A.N.V.U. (l'associazione nazionale vittime dell'usura). Commerciante di Spoleto ha vissuto sulla sua pelle il dramma dell'usura con una vita vissuta tra minacce e continui ricatti.
I dati che arrivano dallo Sportello dicono che a Terni si rivolgono al servizio circa venti persone a settimana ma non tutte sono nelle mani degli usurai.
C'è anche chi chiede aiuto per pagare le rate di un prestito o delle bollette. Quest'anno lo Sportello sta seguendo tredici casi di vittime di usura mentre sono state tre le persone nel 2008 che, anche grazie all'opera delle volontarie del servizio antiusura, hanno trovato la forza di denunciare.
Sono per lo più imprenditori, lavoratori autonomi e commercianti a chiedere aiuto ma c'è anche qualche lavoratore dipendente sommerso dalle rate.
La vergogna e la paura i sentimenti che attanagliano le vittime.
"Infatti tutti quelli che si rivolgono allo sportello - dice Franca de Candia - raccontano di essere pesantemente indebitati con le banche e chiedono un aiuto a pagare, nascondono cioè la verità quella di essere finiti in mano ad un usuraio, hanno paura del giudizio della gente e spesso tengono all'oscuro del dramma anche i propri familiari."
Il fenomeno riguarda pesantemente anche il resto della regione. L'Umbria pare essere una regione particolarmente esposta al rischio di usura. Lo afferma un recente studio condotto dall'associazione artigiani e piccole Imprese di Mestre, secondo cui la regione dell'Umbria è al nono posto tra le realtà italiane a rischio di usura.
A guidare la classifica sono le regioni del Mezzogiorno (Molise e a seguire Calabria, Campania e Sicilia)
Chiara Damiani
dal Corriere dell'Umbria Lunedì 29 Settembre 2008

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