Festival Musical...Mente a San Gemini

Si avvia alla conclusione la quarta edizione di Campus delle Arti - Festival Musical...Mente con un'esibizione musicale dedicato alla musica del '900 Giovedì 4 Settembre alle ore 19 al Teatro comunale di San Gemini.
A interpretare l'Histoire du Soldat di Igor Stravinsky e Octandre di Edgar Varèse è il Gruppo strumentale del Campus, diretto dai più preparati tra i direttori della masterclass di Lior Shambadal, direttore dei Berliner Symphoniker e ospite a San Gemini per il Campus.
La serata propone una Histoire du soldat da Camera, o meglio da salotto: in scena come voce recitante l'attore Giorgio Baldini che in un salotto, abitato anche da orchestra e direttore, evocherà a suo modo la storia del soldato che vende il violino, ovvero l'anima, al diavolo tentatore.
Una sorta di favola raccontata con la musica del Gruppo strumentale del Campus. L'Histoire termina con il primo vero a solo di percussioni nella storia della musica colta occidentale, eseguito dal giovanissimo Simone Rubino, grande talento proveniente del Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Torino.
Il coordinamento artistico della serata è di Moreno Cerquetelli, giornalista e critico teatrale. Nell'intervallo un intervento del musicologo Egidio Pozzi che evidenzierà l'interesse di Varèse per la scienza e la "traduzione" in musica delle sue impressioni "scientifiche".
Pozzi tenterà un confronto tra la musica di Stravinskij (di concezione moderna ma più tradizionale nella costruzione) e quella di Varèse, al fine di esemplificare le differenze e le caratteristiche dei due musicisti.
Questa sera al Tempio di San Giovanni alle ore 19 il penultimo appuntamento del Campus con un'esibizione musicale di musica corale tenuto dal Coro Iride diretto da Fabrizio Barchi.
Il repertorio ricopre vari periodi e generi musicali, dalla musica del Rinascimento alle elaborazioni pop.
Affianca l'esibizione musicale un incontro con Francesca Acquistapace, professore associato di Geometria dell'Università di Pisa, e con il musicologo Daniele Salvini.
I due esperti, in compagnia di Sara Maggi, si propongono di evidenziare la struttura che soggiace ai brani di musica colta e riconoscere tale struttura come struttura matematica, confrontando il mestiere del compositore con quello del matematico.
Entrambi lavorano con oggetti e relazioni fra tali oggetti, ma più che agli oggetti stessi sono interessati alla struttura delle loro relazioni.
dal Corriere dell'Umbria

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