Sembrava di assistere ad un funerale. L’indignazione dei ternani per l’annunciata demolizione dell’edificio in via Nazario Sauro che ospitava le scuole Orsoline ha lasciato il posto ieri mattina alla tristezza e allo scoramento quando le ruspe hanno cominciato a buttare giù un pezzo alla volta l’edificio. Sono state decine e decine i cittadini che ieri passando casualmente a piedi, in bici o in auto accanto all’ex scuola non hanno potuto fare a meno di fermarsi per vedere quello che stava accadendo.
Molti anziani, ma anche giovani con gli occhi all'insù a guardare quell’edificio venire giù poco a poco e con esso non solo un pezzo della storia della città ma anche dei singoli e privati ricordi personali. “Mi ricordo che le suore ci davano le caramelle ricoperte di zucchero, frequentavo l’asilo, era il 1962” racconta Alessandro Bianchini Riccardi. Ha parcheggiato il suo scooter proprio davanti all’edificio delle Orsoline a voler essere partecipe di quell’evento che lo riporta indietro di quarant’anni. “Sapevo che sarebbe stato abbattuto ma non pensavo così in fretta - riprende - sono tornato dalle ferie e ho trovato questa brutta sorpresa e con la scomparsa di questo edificio mi pare che la città perda uno degli ultimi pezzi di storia, ora praticamente non abbiamo quasi più nulla”. “Non capisco che necessità c’era di demolirlo per costruire l’ennesimo palazzo con appartamenti di lusso, oltre tutto lo stabile era in ottime condizioni” si domanda un altro ternano, Gino Cheruzzi anche lui lì, poco distante dal liceo classico, a guardare con impotenza le ruspe al lavoro.
“Sono riuscito a fotografarlo una settimana fa prima che iniziassero a demolirlo, voglio regalare le foto ai miei bambini per fargli vedere dove il papà è andato all’asilo - sono le parole di Ivano Grifano che si è appena fermato in sella alla sua bici per assistere all’evento - era un bell’edificio ma quando ho scattato le fotografie purtroppo c’erano già la recinzione rossa e le ruspe”
C’è chi esce dal portone di casa all’improvviso e si fa prendere dall’emozione: “Guardi… io e mio marito abbiamo la pelle d’oca, lo stanno distruggendo… ma come è possibile, forse anche il sindaco sarà andato all’asilo dalle Orsoline… - dice Rosetta, abita in via Fratti al civico numero 8, preferisce restare anonima - mi ricordo tutto, come se fosse ieri, suor Augusta… madre Giuseppina che suonava la fisarmonica e ora di tutto questo non resterà niente, solo abitazioni di lusso, ma perché invece di vendere, la Diocesi non ha creato ad esempio una struttura di accoglienza per i disabili che ce ne è tanto bisogno a Terni oppure case per i nuovi poveri che non riescono a pagare l'affitto?”.
Resta colpita dalla moltitudine di gente che da qualche settimana, e ieri in particolare, si raggruppa davanti all’ex edificio delle Orsoline per guardare i lavori in corso una bella e giovane ragazza che tutte le mattine passa in via Fratti per svolgere il suo lavoro di operatrice ecologica: “Scusate, ma che cosa succede, non capisco, non è mica il primo palazzo che buttano giù a Terni?”. Si è vero, ma in “quel palazzo” la città vede un vecchio amico che se ne va per sempre carico di ricordi. E tutti lo stanno salutando

Chiara Damiani dal Corriere dell'Umbria

1 commenti

  1. Anatman  

    1 settembre 2008 17:58

    "...ma perché invece di vendere, la Diocesi non ha creato ad esempio una struttura di accoglienza per i disabili che ce ne è tanto bisogno a Terni oppure case per i nuovi poveri che non riescono a pagare l'affitto?"

    Mi permetto di rispondere a questa ingenua domanda, dicendo che proprio in questi giorni a Salerno il Vescovo Gerardo Pierro e 12 suoi complici sono indagati per aver trasformato una colonia per ragazzi poveri in un hotel a 5 stelle (dato che 4 erano poche.....) oltretutto ricorrendo ad espedienti illegali come la truffa e l'abusivismo. Altro dettaglio interessante: questa notizia da prima pagina è stata censurata dal monopolio Mediaset-Rai-Sky, nonché da tutti quei codardi giornalettai italici che si spacciano per giornalisti.

    A Terni le cose sono state fatte legalmente, presumiamo, ma la logica affaristica della Chiesa è sempre la stessa.

    E' ora che gli italiani aprano gli occhi, e si accorgano di ciò che viene ampiamente documentato nel libro "La Questua" (Maltese Curzio, La questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani, Feltrinelli).

    Soprattutto, ciò che deve essere evidente, è che non si tratta di semplici deviazioni o di casi isolati. L'intera logica ecclesiastica cattolica è finalizzata ad ottenere il massimo vantaggio economico e politico per mezzo della strumentalizzazione su scala industriale della credulità popolare.

    E' la credulità della gente in buona fede che, purtroppo, alimenta questa mostruoso e ingannevole mercimonio, con i mille privilegi della chiesa, che ora sono persino al vaglio dell'antitrust europeo.

    E poiché in Italia MANCA la libera informazione su questo argomento, tranne i blog di alcuni coraggiosi, sarà ben difficile realizzare una presa di coscienza collettiva che possa liberare il nostro popolo da una assurda servitù mentale, spirituale ma soprattutto economica fondata non su libere convinzioni ma sull'invadente arroganza clericale.

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