La Romita una discarica abusiva

Montagne di calcinacci, vecchi lavandini, guaine, tubi metallici e soprattutto lastre di eternit cariche di amianto.
A due passi da un quartiere residenziale tutto fatto di ville di pregio immerse nel verde.
Rifiuti dell’edilizia ordinari, speciali e pericolosi.
C’è un campionario di scarti nel bosco di lecci e abeti e nella distesa di oliveti de La Romita.
Alberi e olivi che si affacciano sulle altre grandi discariche ufficiali: quella dismessa del Comune e quella ancora attiva dell’Ast.
Ma è contro le tante micro discariche abusive che si scagliano i residenti delle ville de La Romita, soprattutto quelli che abitano lungo la strada.
“Di notte arrivano i camion delle ditte - dice uno di loro - e scaricano di tutto vicino ai secchioni, quelli per la raccolta indifferenziata.
Sentiamo le loro voci, spesso sono stranieri.
Come la mattina sentiamo le voci degli addetti dell’Asm, che imprecano perché non sanno come trasportare calcinacci e lavandini nei cassoni”.
Gli inerti dell’edilizia non si possono lasciare vicino ai cassonetti ma vanno conferiti in discariche apposite.
Il gesto è già passibile di sanzione amministrativa.
Per questo gli operai delle ditte quando scorgono qualcuno nei pressi dei secchioni o semplicemente sentono voci, mettono la freccia, cambiano marcia e s’inerpicano per una delle stradine laterali della Strada de La Romita; qui, a questo punto indisturbati, svuotano nelle scarpate il contenuto dei loro furgoni.
Avvisi disattesi Il bosco è punteggiato di cartelli dell’Asm che dicono che è vietato scaricare in zona rifiuti e che per gli ingombranti è attivo, tramite numero verde, un servizio di raccolta a domicilio.
Ma basta guardarsi intorno per capire che gli avvisi sono tanto inutili quanto disattesi.
Non ci sono solo scarti dell’edilizia nei boschi e tra gli olivi di vocabolo La Romita ma anche una roulotte arrugginita e capanne abbandonate da anni.
Capanne abbandonate La roulotte fino a tre anni fa era la “casa” di Peppe Cornacchia, un anziano di Collestatte che aveva deciso di vivere lassù, accanto a decine di cani e gatti che a suo modo provvedeva ad assistere.
Lui da tre anni è in una casa di riposo, ma roulotte e ricoveri per cani e gatti sono ancora lì.
E soprattutto, nonostante non ci sia più il “custode”, ci sono ancora famiglie che arrivano lì, alla Strada de La Romita dove c’era Peppe Cornacchia, a lasciare i loro animali che hanno deciso di abbandonare.
Insomma, un degrado totale che si ripercuote sulla vita degli abitanti.
L’Asm passa periodicamente, ma l’area è vasta e non si riesce a pulire dappertutto.
Poi, anche quando si pulisce, qualche giorno dopo è tutto come prima. Roulotte e capanne in compenso da tre anni sono sempre lì.
Fisse.
“Meglio - dice un residente - altrimenti cani e gatti ce li ritroveremmo in giardino”.
Tanti comunque nei giardini privati già ci vanno.
Un problema che si aggiunge a problema.
“La Protezione animali - denuncia un’altra signora - ha da tempo individuato un’area alla Polymer per farci un gattile.
La proposta è stata fatta al Comune.
Nessuno ha risposto”
Giuseppe Magroni dal Corriere dell'Umbria

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