Si costituirà Giovedì 4 Settembre dal notaio l'organizzazione per Antonio Baldassarre primo cittadino di Terni. Prodromo di quella lista civica che dovrebbe affiancare quella ufficiale del Pdl e forse quella dell'Udc per cercare di conquistare nella primavera del 2009 Palazzo Spada dopo un decennio ininterrotto di governo di centrosinistra.
Giovedì 4 Settembre davanti al notaio, come primi firmatari, ci dovrebbero essere gli imprenditori Adriano Garofoli e Gino Timpani nonché il commercialista Paolo Costantini.
Della partita, anche se Giovedì 4 Settembre è fuori Terni per impegni di lavoro, anche il presidente uscente dell'Api Luigi Fogliani.
L'organizzazione è una sorta di comitato elettorale all'americana che ha il compito principale di raccogliere fondi per una campagna elettorale che si annuncia lunga e dispendiosa; fatta anche di convegni tematici che ospiteranno personalità internazionali di grande rilievo, amici di vecchia data del presidente emerito della Corte costituzionale.
L'organizzazione pro Baldassarre si costituirà, anche questo sarà certo, senza che il professore abbia ancora pronunciato un sì deciso e ultimativo; anche se quello di Giovedì 4 Settembre sarà un passo ulteriore verso la sua scesa in campo perché un no di Baldassarre significherebbe una sconfessione aperta di chi Giovedì 4 Settembre lo sostiene con entusiasmo e fiducia.
Moltissimi in area moderata, ma non tutti. Il professore di Diritto pubblico sarà nazione il convitato di pietra, martedì sera, della conviviale del Rotary club, uno degli snodi del notabilato ternano.
Molti i commensali a favore, con qualche significativa voce contraria. Gli argomenti contro Baldassarre sono stati che, pur essendo residente in città da una vita non avrà rapporti con Terni e da questa non sarà conosciuto e che, essendo docente universitario ma soprattutto titolare a Roma di un prestigioso studio legale che si dedica soprattutto ad arbitrati, di tempo per amministrare Terni ne avrebbe poco, lasciando di fatto il governo a qualcun altro.
Per i favorevoli, i più, Baldassarre sarebbe al momento l'unica figura in grado di unificare Pdl e Udc; d'intrecciare rapporti positivi con il governo nazionale e soprattutto di intercettare, dato il suo prestigio, un voto molto trasversale replicando insomma l'effetto Ciaurro: l'altro professore che sloggiò i "rossi" dal Palazzo.
L'unico nel dopoguerra. Intanto, aspettando Baldassarre, il Pdl continua a tessere la sua tela di opposizione. Raffaele Nevi, vice presidente del consiglio regionale, si scaglia contro i lavori di ricostituzione del centrosinistra, cantiere aperto ufficialmente da Pd, Rc, PdCi, Sdi e Sd domenica sera alla festa del Pd alla Passeggiata.
"Se così fosse - attacca Nevi - il centrodestra avrebbe veramente molte più possibilità di successo perché sono certo che anche i ternani - come gli italiani - sono stanchi di coalizioni che stanno in piedi con l'unico obiettivo di ricoprire poltrone salvo dividersi il giorno dopo su tutto quello che occorre fare per portare la nostra città fuori dalla crisi in cui sarà piombata.
Nessuno, nemmeno le città più progredite al mondo, può permettersi anni di instabilità, di mediazioni al ribasso, di rinvii, di partitocrazia senza merito, di assenza di tagli alla spesa pubblica.
Di tolleranza di comportamenti verso chi delinque, di tasse, di sprechi, di aziende pubbliche ridotte al collasso."
Per l'azzurro occorre di contro
"una ricetta seria, fatta di pochi punti che guardi al futuro con una coalizione che sia in grado di decidere coinvolgendo le migliori forze civiche della città.
Stiamo già lavorando in questo senso per assicurare ai nostri figli, ai nostri imprenditori e alle persone più in difficoltà un futuro migliore di quello che abbiamo visto in questi anni di dilettantismo al potere."
Con Antonio Baldassarre alla guida della coalizione o no, lo si vedrà nelle prossime settimane.

Giuseppe Magroni dal Corriere dell'Umbria

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