Tiziana Tombesi, consigliera comunale socialista, ha deciso di rompere gli indugi e, senza attendere l'appello, ha saldato il conto con la Corte dei conti per la sanzione sull'improprio utilizzo dei Boc.
La vicenda è scaturita dall'inchiesta avviata dal procuratore contabile Massimiliano Minerva, che aveva contestato ai consiglieri di maggioranza di aver finanziato, con i fondi derivanti dalle obbligazioni comunali, lavori di manutenzione invece che investimenti.
Tombesi, insieme ad altri 26 consiglieri del centrosinistra, era stata condannata dalla Corte dei conti nello scorso mese di maggio al pagamento di una sanzione amministrativa, calcolata in base al numero delle delibere votate e ai gettoni di presenza erogati per l'attività consiliare.
"Ho deciso di chiudere questa vicenda, pur ritenendomi del tutto estranea alle irregolarità che ci sono state contestate - spiega la consigliera comunale dello Sdi - vi erano, infatti, numerosi pronunciamenti dirigenziali sulla legittimità e la regolarità degli atti.
Abbiamo adempiuto, in coscienza e con serenità, all'impegno politico di sostenere l'attività della giunta comunale, anche perché neppure un euro è stato sprecato o speso per fini diversi da quelli di pubblica utilità.
Ma dai partiti della maggioranza e dallo stesso esecutivo comunale non è arrivata alcuna manifestazione tangibile di solidarietà e di sostegno.
Valutando, dunque, che la sanzione è considerata dalle stesse segreterie del centrosinistra come un fatto personale che travalica la questione dell'appartenenza, mi sono sentita libera di seguire la strada meno onerosa e che chiude il contenzioso."
E così Tiziana Tombesi, con una decisione che arriva proprio all'indomani delle lettere del sindaco Raffaelli e dei manifesti sulla vicenda, ha chiesto alla magistratura contabile le istruzioni per pagare la multa di 2024,50 euro.
Ed ha scoperto che si sarebbe dovuta rivolgere al Comune, incaricato dell'esazione dalla Corte dei conti.
"Ci sono volute settimane prima di venire a capo della vicenda - racconta - mi sono sentita persino dire di aspettare l'ultimo giorno utile per l'appello.
Il che avrebbe fatto maturare ulteriori interessi passivi. In Comune non sapevano nemmeno quale procedura seguire."
Alla fine è arrivato il conto: in totale, per una sanzione di poco più di 2 mila euro, la Tombesi ne ha pagati più di 3mila e 200, ai quali si aggiungono le spese per gli avvocati.
E pensare che la consigliera dello Sdi era la quartultima per entità della multa. Solo gli interessi, infatti, pesano per il 3 per cento mensile. Una brutta sorpresa per gli altri 26 coinvolti, che ancora devono sciogliere il nodo sui ricorsi o sull'eventuale accesso al condono erariale.

Federico Zacaglioni
dal Corriere dell'Umbria Sabato 13 Settembre 2008

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