Ex Siri soffre per Es.Terni

"Autovetture, motorini, furgoni, camper, scooter, auto blu con a pochi metri qualche sparuto bambino che prova a giocare o ad andare in bici consapevole di rischiare di essere investito...."
É la fotografia del parco pubblico interno dell'ex Siri scattata da uno dei residenti durante il festival Es.terni.
Una finestra su un cortile meraviglioso, uno dei migliori esempi di recupero industriale a destinazione plurima esistenti oggi in Italia.
"Questa zona - scrive polemicamente la famiglia residente - è stata più volte definita dal nostro sindaco la rive gauche ternana, o meglio la città della cultura, peccato che lui stesso la frequenti poco per poterla conoscere ed apprezzare."
La famiglia parla di spazi verdi lasciati per mesi nell'incuria e che poi prima di un evento, per esempio in questi giorni il festival Esterni,
"di buon mattino si assiste al taglio dell'erba, alla ripresa dell'impianto di irrigazione da sempre esistente ma funzionante solo per brevissimi periodi e non in tutta la zona interessata, insomma grazie a convegni, visite di autorità, festival di arte contemporanea e affini la ex Siri vive quei pochi momenti di celebrità per poi ricadere inesorabilmente nel più assoluto anonimato."
La lettera di denuncia racconta della casetta del custode che si affaccia su via Campofregoso, fino a poco tempo fa abitata da un barbone e oggi murata per evitare altre intrusioni; della tettoia storica utilizzata come parcheggio; del laghetto industriale con i pesci rossi che nuotano tra le erbacce e i rifiuti; del teatro interno che doveva essere consegnato a settembre del 2006 e che è ancora un cantiere.
Insomma dell'ex Siri mezzo paradiso e metà "casino". Ma la vera emergenza resta quella delle auto che entrano selvagge dal cancello delle aquile profanando uno spazio che dovrebbe essere rigorosamente pedonale e mettendo a rischio chi passeggia o gioca per quei viali e i motori non se li aspetta.
Linda Di Pietro, presidente di Indisciplinarte, una delle associazioni che hanno organizzato Esterni replica dicendo che
"durante un festival c'è bisogno di un carico e scarico continuo di strumenti e materiali di scena.
Durante un festival c'è un traffico eccezionale difficile da gestire."
Ma Indisciplinarte, insieme al colosso Civita e a Terni Musei è anche la vincitrice virtuale, nel senso che è l'unica rimasta in gara, del bando per la gestione della rete museale e culturale cittadina, tra cui anche i musei dell'ex Siri con il bar caffetteria annesso, riaperto pro tempore con gestione targata Placebo durante il festival.
"Anche per noi lo spazio pedonale è sacro - chiarisce Linda Di Pietro - d'altronde il cancello delle aquile non si può chiudere per ragioni di carico e scarico dei musei, del teatro e dello stesso bar.
La soluzione più razionale è quella di un dissuasore attivato col telecomando messo al centro del cancello.
Si alza e si abbassa secondo le esigenze."
Razionale, banale. Verrà messo in pratica?

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