Galleto fra E.On e AST

É un duello in punto di diritto quello che si gioca sulle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche del Ternano.
Al parere legale commissionato dalla Regione a un importante studio legale internazionale, se ne contrappone uno di segno opposto della multinazionale energetica tedesca E.On, che ha acquisito Galleto e le altre centrali dell'asta Tevere-Nera da Endesa Italia.
E la contesa si gioca tutta su quanto avvenne nel 1999, quando attraverso il decreto Bersani si costituì l'Elettrogen, la società che doveva veicolare la privatizzazione delle ex centrali dell'Enel.
Lo spartiacque per determinare la durata delle concessioni è la data del primo aprile di quell'anno: per Cavicchioli e la Provincia, ma anche per E.On, Elettrogen fu costituita successivamente e dunque la scadenza delle concessioni si avrà solo nel 2029.
Per Regione dell'Umbria, Comune di Terni, Tk-Ast e i legali ai quali è stato commissionato uno studio, la scadenza è, invece, quella del 2010.
Una scadenza che sarebbe stata certificata anche su documenti ufficiali firmati da soggetti istituzionali e che è stata evocata più volte nel corso degli incontri svoltisi a Palazzo Chigi in questi mesi, dove si è discusso più volte della necessità di trovare una soluzione strutturale al problema dell'approvvigionamento energetico dell'acciaieria di viale Brin.
I pareri legali di fattibilità dell'operazione che originarono il progetto di Harald Espenhahn, dunque, sarebbero stati originati proprio dai documenti di fonte istituzionale.
Che, però, il presidente della Provincia Cavicchioli dice di non conoscere.Intanto, proprio ieri, è stata recapitata alle istituzioni locali la lettera con la quale l'amministratore delegato dell'Ast ThyssenKrupp manifesta dissenso per l'esito della procedura seguita dalla Provincia e lo stupore per la conclusione dell'istruttoria.
Una sorpresa che sarebbe da mettere proprio in relazione ai documenti che hanno originato la manifestazione di interesse sull'idroelettrico da parte dell'azienda.
Nella sua missiva,inoltre, il manager di Essen torna a chiarire che la mancata realizzazione della centrale da 400 megawatt prevista dal Patto di territorio non è da considerare una rinuncia dell'acciaieria.
"Ci siamo solo limitati a prendere atto che non ci fossero investitori interessati a realizzarla"
, scrive Espenhahn.
Che da quel giorno ha cominciato a lavorare a un progetto diverso, quello del mix basato su una piccola centrale da 94 megawatt, sulle quote di elettricità da acquisire sul mercato e, infine, proprio sull'idroelettrico.
E la vicenda sarà esaminata dai sindacati e dalla Provincia in un vertice convocato per giovedì mattina dal presidente Cavicchioli, che incontrerà i segretari di Cgil, Cisl e Uil
Federico Zacaglioni
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 22 Ottobre 2008

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