Il trasloco dall'ex sede di Palazzo Gazzoli è stato completato a dicembre del 2007; la nuova sede doveva essere aperta a primavera del 2008.
Indiscrezioni da Palazzo Spada fanno sapere che il taglio del nastro della nuova pinacoteca comunale, nel cosiddetto edificio g dell'ex Siri, quello in cui nel 2005 si svolse la grande mostra dedicata a Mario Ridolfi, avverrà entro i primi mesi del 2009.
Fatto sta che da dieci mesi la città è senza pinacoteca comunale e per mesi lo resterà. Da quasi un anno stanno imballati nei magazzini dell'ex Siri l'unico dipinto di Benozzo Gozzoli esistente a Terni, la collezione completa di Orneore Metelli, uno dei più grandi naif europei, le sculture e i disegni di Aurelio De Felice e la sua collezione privata di disegni e litografie con dentro i più bei nomi della storia dell'arte del ‘900 tra cui Picasso, Chagall e Cocteau.
L'unica opera che in questo anno ha preso aria e soprattutto ha potuto essere ammirata è la pala di Piermatteo D'Amelia, la "regina" della pinacoteca, che fino al 31 agosto è stata esposta alla Galleria nazionale dell'Umbria all'interno della mostra sul Pinturicchio.
Il giallo della pinacoteca chiusa per un anno o forse più sta tutto nell'allestimento. Che manca. Il progetto di allestire la nuova pinacoteca civica nella sede definitiva dell'ex Siri - oltre mille metri quadrati divisi in due piani - è stato affidato al professor Andrea Emiliani, storico dell'arte e museografo prestigioso nel panorama europeo, lo stesso che nel 2003 allestì il museo archeologico sempre alla Siri.
Il progetto esecutivo dell'allestimento - circa 60mila euro - è stato già consegnato; gli uffici dell'Urbanistica hanno in corso le gare per la fornitura.
Costo complessivo dell'intervento: 673mila euro. Un'enormità, a prima vista, per locali che praticamente erano già pronti per la mostra di Ridolfi. Spesa invece congrua per la direttrice della rete museale cittadina Gabriella Tomassini:
"Con il nuovo allestimento verrà raddoppiata la superficie espositiva della pinacoteca; anche il deposito, secondo un criterio innovativo, sarà visitabile (il cosiddetto magazzino a vista ndr).
Una parte sarà riservata alle mostre temporanee. Ci saranno una zona uffici e una libreria."
Senza contare poi che gli strumenti tipici dell'allestimento, supporti, protezione e luci costano. Il dubbio che qualcosa sia stato sprecato comunque resta. Se fin dai primi anni Duemila era chiaro che all'ex Siri sarebbe andato l'intero polo museale cittadino, perché allora non trasferire già nel 2004 la pinacoteca insieme al museo archeologico invece d'inagurare "l'edificio g" con la mostra di Mario Ridolfi con il connesso fai e disfai? Anche rispetto ai tempi dell'iter avanza più di un dubbio.
"Prima ci è stato sottoposto il progetto preliminare - rispondono dall'Urbanistica - che è stato approvato dalla giunta.
Nelle settimane scorse è arrivato il progetto esecutivo. Adesso c'è tutto il tempo tecnico delle gare. Poi ci saranno i lavori veri e propri dell'allestimento, con ambienti completamente rimodellati. Un anno di lavoro c'è tutto."
Eppure, il 28 novembre del 2007, una nota dell'ufficio stampa di Palazzo Spada annunciava che
"si prevede la riapertura del nuovo museo nella prossima primavera inoltrata (del 2008 ndr)."
Senza contare che a novembre verrà affidato l'appalto per la gestione dell'intero sistema museale e teatrale del Comune alla cordata guidata dal colosso romano Civita con dentro le ternane Indisciplinarte, TerniMusei, Kairos e altri che gestiranno tutti i musei dell'ex Siri compreso il bar caffetteria e il nuovo teatro in costruzione, il parco archeologico di Carsuale, il teatro Verdi, Palazzo Primavera e l'anfiteatro.
Ma a novembre 2008, alla consegna dell'appalto, la pinacoteca della città con dentro la pala di Piermatteo D'Amelia, i naif del calzolaio pittore Orneore Metelli e le sculture di De Felice non ci sarà.

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