Quindicimila euro per essere entrato nella zona a traffico limitato senza permesso. Non una ma diverse volte, certo (per l'esattezza circa duecento ingressi). Ma tutto è nato per una semplice dimenticanza. Disattenzione che adesso per il malcapitato può significare la rovina totale, fino a rischiare di dover chiudere la propria attività.
Il fatto è accaduto a un ternano di 35 anni, titolare di un centro di revisioni auto a San Gemini. La macchina a lui intestata è in realtà in uso a suo padre, intestatario di un permesso per invalidi rilasciato dal Comune di Terni, in base al quale quest'ultimo può entrare liberamente all'interno della zona a traffico limitato.
Al momento della richiesta del permesso, qualche anno fa, il padre aveva così fornito all'ufficio permessi del Comune la targa dell'auto intestata al figlio comunicando che era a lui in uso, in modo tale che alla stessa fosse concesso di entrare nelle aree ad accesso limitato, potendo in particolare oltrepassare i varchi elettronici senza che l'auto venisse fotografata e segnalata.
Lo scorso mese di giugno però veniva deciso di acquistare una nuova auto, sempre in uso al padre ma nuovamente intestata al ragazzo.
La disattenzione commessa dai due (ritenendo ognuno che l'adempimento fosse eseguito dall'altro) era però quella di non comunicare la nuova targa all'ufficio permessi del Comune di Terni.
Dal quel momento pertanto ogni volta che la nuova automobile oltrepassava un varco elettronico, circostanza che si verificava diverse volte al giorno, essendo residente il padre in via Garibaldi, questa veniva fotografata e la targa veniva segnalata per contestare al proprietario la relativa sanzione di 80 euro (con spese postali).
Considerato il tempo trascorso tra la commissione delle presunte infrazioni e la prima notifica della multa inviata al ragazzo, avvenuta a metà novembre, le sanzioni era pertanto diventate oltre 200.
Così il poveretto è dovuto andare a ritirare periodicamente tale spropositato 'pacco' di multe dell'importo ciascuna di 80 euro.
Ovviamente i due sono subito corsi ai ripari comunicando la targa all'ufficio permessi, così che nessuna nuova sanzione è più stata contestata.
Ma tentando anche di far capire all'amministrazione la proprie ragioni, segnalando l'assurdità di far pagare così cara una semplice svista.
Ed ovviamente proponendo opposizione alle sanzioni di fronte al Giudice di Pace. Eppure l'amministrazione, anche in questa sede, ha reiterato le proprie richieste, costituendosi ed insistendo per il pagamento di ognuna della multe.
"a questo punto ripongo tutte le mie speranze nella giustizia, - spiega il ragazzo - anche perché l'avvocato mi dice che il permesso per invalidi è strettamente personale così che non sono legittime le multe emesse solo in base alla targa, senza accertare chi si trovasse realmente all'interno della macchina."
Ma, al di là delle questioni strettamente giuridiche, lui spera soprattutto che prevalga il buon senso:
"Non posso credere che un'amministrazione possa rovinare una persona solo per avere omesso di aggiornare un permesso.
Se pretendessero da me realmente tutti quei soldi, gli lascio direttamente le chiavi della mia officina.
La mia attività è tutto quello che ho, e così me la farebbero certamente chiudere."
Anche se prima, promette, lo vedremmo incatenato di fronte a Palazzo Spada

dal Corriere dell'Umbria Domenica 16 Novembre 2008

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia