8 Ternani in scena a Genova

Sono approdati al teatro di Genova con uno strepitoso spettacolo dal titolo “The Kitchen”, di Arnold Wesker, otto giovani attori ternani, tutti provenienti dalla scuola ternana di Gastone Moschin, Mumos.
Un’esperienza irripetibile. Due appuntamenti al Politeama di Genova e uno al san Raffaele di Roma, nello scorso mese di ottobre, per mettere a frutto tutto quello che i ragazzi hanno imparato in tre anni di scuola.
Giordano Torreggiani, Elena Cascelli, Amedeo Carlo Capitanelli, Daniele Aureli, Francesco Cutulello, Francesco Megarelli, Elisa Gabrielli e Maria Chiara Tofone sono appena rientrati da questa prima importante esperienza, in cui si è formata la compagnia teatrale “The Kitchen”, con altri 24 giovani provenienti dall’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D'Amico.
Una commedia brillante, diretta dal regista e produttore Massimo Chiesa, figlio Ivo Chiesa, fondatore del Teatro stabile di Genova.
Fiducia e interesse è ciò che il regista della commedia, Chiesa, ha riposto in tutti questi giovani.
“Voglio che da questo spettacolo - ha dichiarato alla stampa, il regista-produttore - i ragazzi della compagnia spicchino il volo.
Sono determinati e preparati e li metterò in contatto con le star della recitazione e della regia che collaborano alle mie produzioni”.
Una dichiarazione che suona come una promessa quella di Chiesa. Una promessa che sembra possa realizzarsi in un futuro più prossimo. Il regista sta già pensando a questi ragazzi della compagnia per farli debuttare accanto a grandi nomi “come Sergio Castellitto - continua Chiesa - Luca Barbareschi, Ricky Tognazzi, Sergio Rubini e forse Carlo Verdone.
Grandi nomi affinché il vero talento, come quello di questi ragazzi, possa emergere. Non come quello che si esaurisce con lo spegnersi dei riflettori”. Una grande cucina londinese ambientata nel 1950, quella ricreata a Genova e a Roma per lo spettacolo, quattordici cuochi, dodici cameriere, un cameriere, tre lavapiatti, un ristoratore e un vagabondo alla ricerca di cibo.
Questi i protagonisti della cucina, metafora della vita di tutti i giorni, come ritrovo di dissapori e animi sensibili.
“Una commedia del tutto particolare - parla uno degli attori ternani, Giordano Torreggiani - che in Italia è stata rappresentata solamente una volta da Lina Wertmuller.
Un lavoro lungo e faticoso, anche per l’organizzazione e il tempismo con tutti i membri della compagnia, così copiosa.
Una vera e propria scommessa ma soprattutto un valore aggiunto alla nostra carriera. Lo spettacolo inizia con il risveglio della cucina alle 7 del mattino e termina poco prima del servizio di sala per la cena.
Una giornata passata all’interno di una cucina che sforna ogni giorno 4mila portate, dove la qualità del cibo conta poco.
Ma dove si incontrano uomini e donne di diverse provenienze. Dove nasce l’amore e l’odio, dove l’avidità di denaro la fa da padrona, dove ci sono avance sessuali non gradite.
Dove l’aiutare gli altri non è cosa comune”
Suona un po’ come nella vita di tutti i giorni, dove gli inceppi sono routine, dove tutto quello che si crea vola via come un castello di carte.
Una commedia che rimbalza agli occhi del mondo come audace e molto sincera. Un copione scritto a mano, quello di Wesker, che ha tanto in comune con la vita di tutti gli spettatori.

Roberta Falasca
dal Corriere dell'Umbria Domenica 2 Novembre 2008

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