La chiamavano la "Mirabilandia ternana", anche per aver introdotto i gonfiabili in città. La prima giunta Raffaelli gli aveva assegnato persino una via e un civico, apposta creati: Piazzale Senio, 3.
E ancora la posta indirizzata a "Gommalandia" arriva lì, presso la roulotte parcheggiata da dieci anni in quella toponomastica nuova di zecca, nel cuore del quartiere San Giovanni.
Ora quelle giostre dei giardini di via Di Vittorio se ne devono andare. Quel "Paese della gomma", gioia dei bambini per 12 anni, invade il "verde pubblico", e la seconda giunta Raffaelli, a fine mandato, vuole liberare il campo, anche con lo sgombero forzato.
Tempi amari per i due fratelli che gestiscono la società di Gommalandia. Sulla trentina, di origine bolognese, entrambi invalidi civili, vivono del lavoro di quelle giostre, arte ereditata dal padre, giostraio di tradizione, a Terni dal '56.
La ragazza, S.C. racconta una lunga storia di preoccupazioni, il fratello, G.C., è seguito dall'ex Sim, una storia di espedienti per mandare avanti la baracca, e anche di soddisfazioni:
"Abbiamo una clientela affezionata, qualcuno viene anche da Narni a portare i bambini."
Racconta di datate noie burocratiche per spostare il parco giochi:
"All'inizio stavamo più su, nella collinetta adiacente.
Poi, siccome c'era da fare una pista ciclabile, ci hanno fatto venire qui, nel giardino, con tanto di autorizzazione comunale, in attesa di un'altra sistemazione.
Abbiamo presentato in dieci anni ben otto progetti, pagati di tasca nostra, in tutto 5mila e 700 euro di incartamenti.
Ma il tempo passava, le normative cambiavano, e il progetto diventava vecchio e inadatto. Una precarietà che ha pesantemente influito sulla salute mentale già fragile di mio fratello, divenuto preda di promesse non mantenute da parte dell'amministrazione comunale."
É stato il ragazzo a dedicarsi alla manutenzione del giardino pubblico, a potare il verde, a raccogliere escrementi di cani, profilattici e siringhe:
"Questo parco - ricorda la ragazza - anni fa era un covo per tossici e spacciatori, chi è di qui lo sa bene."
Gommalandia ha dunque offerto un doppio servizio, uno ludico, per i bambini, e l'altro igienico e di bonifica di una zona pubblica.
Un'attività, questa della cura decennale del giardino che (i ragazzi l'hanno fatta stimare)
"equivale a 106mila euro, che il Comune ha risparmiato, perché l'abbiamo fatta gratis - hanno sottolineato i fratelli -.
Però il Comune vuole da noi 40mila euro di arrettrati per occupazione del suolo pubblico. Euro che non abbiamo. Euro che ci hanno chiesto tutti in una volta, dopo dieci anni che non ci inviano un bollettino. Noi non facciamo un gran guadagno, si tira a campare, con i soldi del trenino e delle altre giostre, frequentati soprattutto nei mesi estivi."
La sede che il Comune ha indicato a Gommalandia per spostarsi è quella attigua dell'ex campetto di calcio:
"Un'area dismessa da anni - hanno specificato i fratelli - però se non tiriamo fuori 40mila euro non ci danno l'autorizzazione.
Invece noi vorremmo pattuire lo scambio di quei 40mila euro che non abbiamo con i 106mila euro equivalenti alla nostra manutenzione del parco.
Perché no?"
Intanto sta nascendo una raccolta firme delle madri, che vogliono che le giostre restino dove stanno, per portarci i figli
Orietta Bonifazi
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 13 Novembre 2008

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