Omicidio volontario con dolo eventuale: tocca all'amministratore delegato dell'Ast ThyssenKrupp di Terni, Harald Espenhahn, un primato del quale avrebbe fatto volentieri a meno.
Quello, cioè, di essere il primo dirigente industriale in Italia ad essere chiamato alla sbarra per il reato più grave possibile in un processo per morti sul lavoro.
Il 15 gennaio, di fronte ai due giudici togati e ai sei giudici popolari della Corte di Assise di Torino, avrà accanto a sé anche due ternani, il consigliere di amministrazione dell'Ast con delega al marketing, Marco Pucci, e il dirigente dello stabilimento di viale Brin, Daniele Moroni, entrambi rinviati a giudizio, insieme al membro del board Gerald Priegnitz, ed ai dirigenti di Torino Giuseppe Salerno e Cosimo Cafueri, per le imputazioni di omicidio colposo con colpa cosciente, omissione dolosa di cautele antinfortunistiche e incendio doloso.


Illeciti amministrativi connessi alla mancata adozione di cautele antinfortunistiche, sono stati contestati anche alla multinazionale tedesca, anch'essa rinviata a giudizio come persona giuridica
"perché il reato - secondo i pm Guariniello, Longo e Traverso - è stato commesso dai propri manager nell'interesse e a vantaggio della società."
Si è chiusa con queste decisioni clamorose l'udienza preliminare per il rogo di un anno fa in viale Regina Margherita, dove sulla linea 5 degli stabilimenti torinesi della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni in procinto di essere trasferiti a Terni, morirono sette operai piemontesi.
a rinviare a giudizio i sei manager della multinazionale tedesca, dopo la requisitoria del pm Raffaele Guariniello, è stato il gup di Torino Francesco Zanfrotta, che ha accolto tutte le tesi dell'accusa.
Nell'ordinanza di rinvio a giudizio, secondo il giudice,
"Espenhahn ha accettato il rischio rappresentato dalla concreta possibilità del verificarsi di infortuni anche mortali sulla linea Apl5 dello stabilimento di Torino"
e, nonostante fosse a conoscenza dei problemi,
"ha preso dapprima la decisione di posticipare dal 2006/2007 al 2007/2008 gli investimenti antincendio per lo stabilimento di Torino, pur avendone già programmata la chiusura, e poi ha assunto la decisione di posticipare l'investimento per l'adeguamento della linea 5 ad epoca successiva al suo trasferimento da Torino a Terni."
Una tesi contestata dai legali del manager di Essen e degli altri imputati, Maurizio Anglesio, Cesare Zaccone e Ezio Audisio, che avevano anche mostrato una serie di documenti per dimostrare come le presunte indicazioni dei periti assicurativi su impianti antincendio automatici non riguardavano la linea 5.
In particolare, ha sottolineato il pool di legali dell'azienda, mai la ThyssenKrupp sostenne l'opportunità di posticipare l'implementazione degli interventi al trasferimento dell'impianto a Terni.
e se il Pm Guariniello ha parlato di sentanza storica, l'avvocato Audisio ha ribadito come l'Ast
"non abbia mai chiesto che non si facesse il giudizio, ma solo che lo si facesse su un altro capo di imputazione, di tipo colposo.
Al momento il giudice non ha condiviso questa impostazione, ma noi restiamo convinti che la nostra tesi possa trovare accoglimento nel seguito del processo quando si affronterà il merito della questione"
Federico Zacaglioni
dal Corriere dell'Umbria Martedì 18 Novembre 2008

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