Raffaelli Presidente del consorzio universitario di Terni
"Per il polo universitario ternano è il momento di fare scelte coraggiose e qualificanti."
Evitando la dispersione di finanziamenti e concentrando risorse ed energie su alcune facoltà cardine in modo da dare al
"Polo ternano una connotazione sul piano scientifico e della ricerca."
é l'appello che viene dall'associazione per Terni città universitaria alla luce della riorganizzazione complessiva dell'alta formazione su scala nazionale targata Gelmini che prevede la soppressione di quei corsi di laurea che non raggiungano quegli indici di rapporto ottimale tra docenti e studenti.
Appello contenuto in un lungo documento che è stato illustrato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa presieduta dal nuovo presidente, l'ingegner Vincenzo Montalbano Caracci.
Tre i pilastri da salvaguardare e da rinforzare: Medicina, Ingegneria ed Economia aziendale.
"Sulle altre facoltà - ha precisato Montalbano - occorre che si faccia una riflessione seria. Se non c'è la possibilità di avere mezzi finanziari per tutti si facciano scelte."
Ergo, tagli. Medicina e Ingegneria vanno tutelate e incrementate perché strettamente legate col mondo della ricerca e della produzione.
La prima perché si collega con l'Azienda ospedaliera e con i centri di ricerca in partenza o già attivi: quello sulle cellule staminali di Vescovi, quello sull'oncologia di Giordano e quello sulle Biotecnologie di Crisanti.
Ingegneria perché lì sono maturate esperienze qualificanti e competenze di alto profilo come il Centro europeo di Nanotecnologie di Kenny o come il Laboratorio per lo studio degli effetti della radiazione sui materiali per lo spazio diretto dal professor Battiston.
"Ma anche perché - ha precisato Montalbano - l'industria sta crescendo nel territorio e ha dato prova di saper applicare la ricerca alla produzione anche grazie a piccole aziende altamente innovative."
Il terzo polo da salvaguardare è infine quello di Economia aziendale
"perché c'è una miriade di aziende, anche piccole, che vanno gestite con professionalità."
E le altre tre facoltà con i rispettivi corsi?
"Stanno per fare una brutta fine per le decisioni che sta prendendo il governo italiano"
sentenzia il segretario dell'associazione Ciano Ricci Feliziani.
Fine anche rapida dato che
"a gennaio l'ateneo di Perugia dovrà decidere i corsi da mantenere. E i corsi che non hanno i requisiti moriranno naturalmente."
Ricci chiede di sbloccare i finanziamenti, già in cassa al Consorzio universitario, per la ricerca 2006- 2007: più di un milione d'investimenti fermi.
"Non è più tempo - conclude - per finanziamenti a pioggia."
In Europa, dice l'associazione, ci sono due tipi di università:
"una dove ci si dedica principalmente alla ricerca e le altre in cui, invece, l'obiettivo è quello di una formazione universitaria diffusa.
Potrebbe essere la prima l'identità futura del Polo scientifico ternano."
Nel 2001 il Polo ternano nacque però con una forma mista: ricerca ma anche diffusione di sapere attraverso facoltà umanistiche.
Montalbano è netto:
"Cerchiamo di modificare un'impostazione che fin dall'inizio era discutibile. Dobbiamo recuperare il terreno."
Poi, alludendo esplicitamente a Scienza e tecnologia delle produzioni artistiche da anni in crisi d'iscrizioni
"nel 2001 con gli investimenti su Papigno quella facoltà aveva un senso.
Quando cambia lo scenario bisogna avere il coraggio di fare delle scelte"
Giuseppe Magroni
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 13 Novembre 2008

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