Il commento del Presidente di Anci Umbria e Sindaco di Terni alle conclusioni del Consiglio Nazionale dell'Associazione dei Comuni
"Dopo il completamento dei bilanci di assestamento dei Comuni italiani emerge con ancora più vigore l'insostenibilità della situazione prodotta da una legge finanziaria triennale che scarica sui Comuni e i servizi municipali tutto il costo della terribile crisi finanziaria generale.
Per questa ragione come Anci abbiamo deciso di tenere ferma l'inedita forma di protesta dello 'sciopero dei bilanci': i Comuni italiani non presenteranno i bilanci di previsione per il 2009 se la legge finanziaria non verrà modificata allentando i rigori del patto di stabilità interno per quanto riguarda la partita degli investimenti.
Il 3 dicembre a Perugia riuniremo gli Stati Generali dei Comuni umbri con i vertici nazionali e regionali dell'ANCI e con i parlamentari umbri e
la Giunta regionale per ribadire questa impostazione". Lo ha dichiarato il Presidente dell'ANCI umbra e Sindaco di Terni Paolo Raffaelli illustrando i contenuti del documento unitario dei Comuni italiani scaturito dalla riunione del Consiglio nazionale dell'ANCI svoltasi a Milano giovedì scorso.
Nell'ordine del giorno approvato al termine dei lavori, il Consiglio nazionale dell'Associazione ricorda che i Comuni Italiani nel 2009 subiranno tagli per 1,34 miliardi di euro, accanto ad una riduzione del fondo ordinario di 200 milioni, al blocco delle tariffe, salvo che per la tassa sui rifiuti, e ai tagli della finanziaria al fondo per le politiche sociali (-275 milioni), giovanili (-55 milioni), per l'edilizia scolastica (-23 milioni), per il trasporto pubblico (-37 milioni), per l'inclusione sociale (-100 milioni) e per lo spettacolo (-100 milioni).
Secondo l'ANCI sono indispensabili "azioni pubbliche volte a rilanciare il sistema infrastrutturale del Paese", attraverso un piano di investimenti nazionali che preveda interventi per le infrastrutture e per la valorizzazione del patrimonio immobiliare dei Comuni e dello Stato, investimenti che debbono essere esclusi dal patto di stabilità.
Fondamentale, sempre a giudizio dell'ANCI, è consentire ai Comuni l'utilizzo degli avanzi di amministrazione (circa 3,5 miliardi) e snellire le procedure per l'utilizzazione dei residui passivi, attraverso una modifica del patto di stabilità interno che ne escluda anche gli oneri a carico delle Amministrazioni comunali per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
In conclusione, l'ANCI nazionale "ritiene insostenibile la situazione finanziaria ed economica dei bilanci comunali (2008 e 2009) e invita tutti i Comuni a non presentare i bilanci di previsione 2009 entro il 31 dicembre prossimo, in attesa che siano rivisti i contenuti della manovra finanziaria".
Portavoce del Sindaco
dal Comune di Terni Sabato 29 Novembre 2008













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