Massimo Bartolucci al 51° "Zecchino d'oro"

Si chiama Massimo Bartolucci, è nato otto anni fa a Terni e canterà per la prima volta in eurovisione, la canzone dal titolo "Il tortellino".
Massimo è tra i piccoli protagonisti del 51esimo "Zecchino d'oro", che si svolge, come consuetudine a Bologna, alle ore 17, fino a sabato 29 novembre, dagli studi televisivi dell'Antoniano, in diretta su Raiuno.
Massimo è un bambino tenerissimo e molto sveglio, contento di stare all'Antoniano con gli altri piccoli cantanti.
Ama giocare a tennis ed ascoltare le canzoni di Nelly Furtado. Il suo animale preferito è la giraffa, mentre il cibo che gli piace di più sono le tagliatelle al ragù di cinghiale in bianco.
Da grande vorrebbe fare il doppiatore e la cosa che ha apprezzato maggiormente dell'esperienza bolognese è stato incidere le canzoni insieme ai maestri nella sala d'incisione.
Insomma, ha già le idee chiare il piccolo cantante, che già da questa estate ha avuto a che fare con ben due selezioni, di tutti i concorrenti del centro Italia.
La canzone del tortellino parla di un piccolo bambino che non vuole mangiare al momento del pasto e allora la mamma prepara mille manicaretti: pollo tartufato, tonno gratinato, zuppa calda, riso al baccalà.
Anche le amiche della mamma portano ricette prelibate a casa pur di vederlo mangiare, come marmellate e ricotte.
Ma l'appetito viene solo quando in tavola arriva il tortellino di Bologna. Fatto in brodo, con lombo, parmigiano, prosciutto, mortadella, uova e sfoglia. Una ricetta culinaria del tutto speciale quella in gara oggi pomeriggio alle ore 17. Le canzoni, in tutto, sono dodici, otto italiane e quattro straniere, provenienti quest'anno da Macedonia, Nigeria, Portogallo e Romania.
I piccoli solisti saranno accompagnati dai bambini del Piccolo Coro "Mariele Ventrè" dell'Antoniano di Bologna, diretto da Sabrina Simoni.
"Massimo è un bambino vitale e generoso- parla la mamma del piccolo- e questa esperienza lo ha arricchito molto, soprattutto dal punto di vista relazionale.
Lo stare con gli altri in questa circostanza di divertimento e di gara lo ha reso più forte e sicuro di sé.
Inoltre, tutto lo staff dello Zecchino è veramente preparato e sempre attento alle esigenze dei più piccoli.
In tutta questa storia, nata un po' per caso, a Massimo sono stati vicini e fanno il tifo per lui i suoi compagni di classe.
Posso dire con certezza -conclude la mamma- che la cosa più importante di questa piccola competizione, dunque, per un bambino della sua età, è proprio questo sentimento di solidarietà che gli gira tutta intorno"
Roberta Falasca
dal Corriere dell'Umbria Martedì 25 Novembre 2008

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