Per attivare il project financing o una soluzione mista di finanziamento strutturato, in pratica il maxi-prestito da più di 100 milioni di euro per gli investimenti nel settore idrico, mancano all'appello i soldi che i Comuni dell'ambito devono versare per l'aumento di capitale del Sii, la società consortile del Servizio Idrico Integrato.
Derivano da questo mancato stanziamento, tutti i problemi finanziari dell'azienda, che mantiene i bilanci in utile ma che non riesce ad attivare quei flussi di cassa necessari a garantirne un'attività efficiente.
Il paradosso è che all'appello mancano proprio i soldi dei comuni più importanti dell'ambito: Terni, Narni, Amelia, Orvieto, oltre ai ratei di alcune piccole municipalità.
Un mancato versamento nell'ordine di circa 6 milioni per completare la sottoscrizione del vecchio aumento di capitale (circa 19,5 milioni) e altri 4 milioni per arrivare a coprire la ricapitalizzazione da 23,5 milioni decisa lo scorso luglio.
Tutti hanno pagato il primo rateo. Poi i versamenti si sono fermati. E le banche, che avevano chiesto un'adeguata capitalizzazione del Sii per garantire l'erogazione del fondo, non hanno risposto all'appello perché manca ancora l'equilibrio economico.
Poi c'è il lodo sul passato con l'Ato, con il riconoscimento di 12 milioni di euro di corrispettivi da parte dell'Autorità di ambito, che però non sono mai stati versati alla società.
Le difficoltà sono venute al tappeto nell'ultimo consiglio di amministrazione che ha deliberato, con l'unico voto contrario del rappresentante di Acea, di rinviare ad un'assemblea dei soci da convocare entro la fine del mese, la decisione finale sulla soluzione finanziaria da trovare per finanziare! gli investimenti per il futuro (acquedotti, reti, depuratori,! opere d i vettoriamento idrico).
Il paradosso è che, mentre lesinano i soldi necessari a far decollare l'operazione, gli enti locali continuano a chiedere interventi e investimenti sui propri territori e pretendono di non toccare la tariffa.
Peraltro cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni per far tornare i conti. Tre le ipotesi spedite all'assemblea dei soci: la prima è quella della sottoscrizione completa dell'aumento di capitale e l'attivazione del project financing (per il quale le banche chiedono garanzie rigorose); la seconda è quella del mix strutturato (in parte project e in parte prestito-ponte); la terza, quella meno praticabile, è definita di "solidarietà" tra i soci, che si dovrebbero fare carico ciascuno della propria quota parte di esposizione finanziaria.
In questa situazione, il Sii continua ad essere esposto per circa 30 milioni verso i soci privati (Asm, Aman e Umbria 2 Severn Trent), che devono incassare i corrispettivi per i lavori effettuati in questi anni, mentre per i lavori effettuati per complessivi 40 milioni di euro di costi sostenuti, la società deve ricevere fondi per circa 50 milioni per interventi sull'emergenza idrica, le fognature, il rafforzamento della rete.
Contemporaneamente l'assemblea dell'Ato ha prorogato il Cda fino al 31 dicembre, quando scatterà la riforma endoregionale che prevede la costituzione dei nuovi Ati, gli ambiti integrati.

Federico Zacaglioni
dal Corriere dell'Umbria Venerdì 7 Novembre 2008

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia