"Basta tentennamenti e rinvii, sul piano regionale dei rifiuti la maggioranza deve assumersi le proprie responsabilità e prendere decisioni."
Lo ha detto ieri Gabriella Caronna (Capogruppo FI-PdL) al Consiglio delle autonomie locali criticando il centrosinistra e rilanciando i temi dell'autosufficienza d'ambito e della raccolta differenziata.
"Nonostante che le linee del nuovo piano dei rifiuti concordino sostanzialmente con le posizioni del Consiglio provinciale di Terni espresse in un ordine del giorno votato poco tempo fa – ha affermato – le scelte prospettate sembrano produrre solo una bella cornice dentro la quale però mancano i contenuti.
La raccolta differenziata spinta e la diminuzione dei rifiuti alla fonte sono infatti elementi da sostenere con risorse definite e normative chiare in quanto il famoso raggiungimento del 65% della raccolta differenziata appare ambizioso e soltanto utopico se non verrà opportunamente sensibilizzata l'utenza o se mancherà l'organizzazione delle Amministrazioni preposte allo scopo.
É necessario che nel territorio ternano ed in quello perugino vengano previsti impianti per il trattamento completo dei rifiuti, sia per la frazione secca che per quella umida, tenendo conto anche delle nuove tecnologie ed avendo ben chiaro in mente che ciascun territorio deve assumersi proprie responsabilità e certezze, senza scaricare i problemi di un ambito su un vicino da prevaricare.
Per quanto riguarda in particolare il contesto ternano occorre superare l'attuale esclusivo conferimento in discarica con la definizione di un sistema impiantistico sia per la frazione secca che per quella umida.
Con questo eccessivo temporeggiamento il rischio concreto è che il 65% di raccolta differenziata rimanga solo un sogno ambizioso, senza che nessuno della maggioranza indichi chiaramente dove sorgeranno le future discariche e come si intendano trasformare i rifiuti.
Bisogna che la maggioranza scelga, almeno per l'Ato 1, fra termovalorizzatori e cementifici, tenendo conto che i tecnici interpellati hanno indicato come scelta migliore quella di convogliare il Cdr nei cementifici, anche per usare impianti già esistenti ed evitare la creazione di nuovi camini.
La maggioranza in Regione deve però forse accontentare troppe anime diverse, così ancora non ci dice cosa intende fare, almeno per l'ambito perugino sul quale ancora aleggia il dubbio della famosa autonomia che per noi, invece, è proprio la condicio sine qua non."
dalla Provincia di Terni Venerdì 28 Novembre 2008

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