Velocità e multe. In questi tempi di traffico sfrenato e gravi incidenti quotidiani, la necissità di disciplinare le strade si unisce spesso con la mano un po' troppo pesante dei Comuni, così che gli autovelox restano al centro delle polemiche cittadine.
Uno sfortunato automobilista che si scopra fotografato e sanzionato a 52 km orari su una strada cittadina con limite 50, non si fa una buona opinione di chi gestisce lo strumento autovelox.
E il caso è frequente. Anzi, paradossalmente, il temuto scatto colpisce in prevalenza i meno indisciplinati, coloro cioè che procedono a una velocità tra i 50 e i 60 km orari.
"Viene spontaneo pensare - è il pensiero diffuso tra questi sfortunati - che dietro la taratura dell'autovelox ci sia l'intento di colpire molti per riempire le casse del Comune (e delle società a cui è appaltata la riscossione), non quello di disciplinare i comportamenti degli automobilisti più irrispettosi del codice della strada e di garantire più sicurezza, come invece dovrebbe essere."
Prefettura e Provincia di Terni, le istituzioni competenti in materia, da più di un anno stanno infatti ripensando il coordinamento degli autovelox fissi e mobili.
Come primo passo il decreto del prefetto in materia, già emanato del 2005, è stato ripreso nel 2007 dalla dottoressa Massa, vice prefetto con delega alle sanzioni amministrative.
Il decreto stabiliva la taratura a 20 chilometri sopra il limite di velocità degli autovelox fissi, e ribadiva l'obiettivo della prevenzione dei rischi incidente, contro l'interesse dei Comuni, più inclini, soprattutto verso l'autunno a fare cassa, incrementando le opportunità di riscossione delle sanzioni per sistemare il bilancio in vista della chiusura.
Comunque ciò non accade solo in provincia di Terni, se può consolare. Indagando nelle province di Perugia, Viterbo, Roma e Latina, si riscontra l'adozione della stessa linea di rigore da parte delle istituzioni del Governo centrale.
Anche là le prefetture sono intervenute con decreto per aggiustare il tiro su obiettivi da perseguire e con taratura dello strumento che rileva le infrazioni.
Dietro a questo rigore c'è la necessità di contenere la spesa pubblica, che ha indotto il Ministero della Giustizia e dell'Interno a lavorare in questa direzione.
Ogni ricorso al giudice di pace avverso una sanzione impropria costa allo Stato minimo 100 euro, e le spese legali da riconoscere al cittadino in caso di sentenza a lui favorevole sono direttamente proporzionali alla durata del procedimento.
Ad esempio nella Provincia di Latina l'uso spregiudicato dell'autovelox in alcuni Comuni aveva determinato un aumento spaventoso del contenzioso, con centinaia di ricorsi pendenti e una dilazione dei tempi dell'udienza con il giudice di pace fino a due anni dopo la proposizione del ricorso.
i costi di questa politica locale erano divenuti insostenibili per l'amministrazione della giustizia, e la Prefettura è intervenuta a bloccare autovelox fissi e mobili.
La situazione a Terni non ha mai raggiunto questi livelli di emergenza, che si intende evitare. In quest'ottica la Provincia sta definendo in questi giorni una Circolare in risposta alla richiesta di alcuni Comuni che hanno chiesto l'installazione di nuovi autovelox fissi.
E, una volta definito il regolamento, il Consiglio Provinciale ne concorderà le modalità di attuazione con i Comuni.
In attesa di conoscerne i contenuti, che verranno resi noti la prossima settimana, una rassicurazione giunge dalla voce del difensore civico provinciale.
"Il mio impegno - afferma Alessandra Robatto - è orientato a studiare le iniziative che tutte le prefetture e le province limitrofe hanno assunto in merito, per verificare che il regolamento della Provincia tuteli i cittadini, i quali non devono essere esposti a sanzioni amministrative improprie.
Bisogna infatti tener presente - ha sottolineato Robatto - che la sanzione amministrativa per eccesso di velocità fino a 10 chilometri orari (infrazione dell'articolo 142 del Codice della strada), ammonta alla ragionevole cifra di 36 euro, senza decurtazione di punti dalla patente.
Quindi molti - ha concluso - si rassegnano a subire e preferiscono pagare, mugugnando e di malanimo, una sanzione comminata impropriamente, piuttosto che proporre un ricorso, scoraggiati dalla prospettiva di un iter che può comportare spese non esattamente preventivabili di tempo e soldi"
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 26 Novembre 2008

2 commenti

  1. lorenzo iacobelli  

    21 gennaio 2009 10:34

    dove posso trovare il decreto cghe parla di taratura sopra i 20km?

  2. Muttley  

    21 gennaio 2009 10:58

    Puoi provare qui
    http://www.iussit.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=138&Itemid=32 e qui http://www.filodiritto.com/index.php?azione=visualizza&iddoc=1007

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia