Si tratta del provvedimento con cui la Regione, sulla base dell'attività istruttoria compiuta dall'Arpa, autorizza l'esercizio di un impianto o di una sua parte a determinate condizioni che devono garantire la conformità ai requisiti del decreto legislativo 59 del 2005 e della direttiva comunitaria in materia di riduzione dell'inquinamento e tutela ambientale.
Le indagini della magistratura, coordinate dal procuratore Fausto Cardella, mirano appunto a verificare che le procedure di legge siano state seguite alla lettera.
L'Ilserv è la società che ospita l'impianto per il trattamento delle scorie della Tk-Ast, quello che separa i materiali pregiati dagli scarti che vengono poi gettati in discarica.
Una volta estratti i metalli pesanti le scorie prese dai forni vengono stoccate nei piazzali e in più di un'occasione, stando alla ricostruzione dell'accusa, non sarebbero stati osservati gli accorgimenti necessari ad evitare che le polveri si disperdano nell'atmosfera.
Sulle lavorazioni compiute all'Ilserv, società controllata da Tk-Ast, e sulla gestione della discarica di vocabolo Valle dove finiscono le scorie, la polizia locale della Provincia sta indagando ormai da molti mesi.
A metà ottobre fu compiuto un sopralluogo dallo stesso procuratore della Repubblica, Fausto Cardella, che, come ebbe modo di dire in quell'occasione, voleva verificare di persona dove si trovassero certi luoghi e come funzionassero quegli impianti che da tempo sono oggetto d'interesse degli inquirenti ternani.
La stessa Ilserv, tra l'altro, è finita sotto processo per una nevicata fuori stagione del 2002, causata dalle famigerate polveri di Prisciano.
Sono invece ancora in corso le indagini relative alle discariche e alla gestione delle scorie Ilserv.
Ma l'impressione è che la procura della Repubblica, una volta acquisite altre informazioni dai testimoni convocati, potrebbe decidere di prendere ulteriori e più incisivi provvedimenti.
Intanto è fissato per domani mattina, all'istituto di medicina legale dell'ospedale "Santa Maria", l'incidente probatorio sulla morte dell'ex capoturno dell'inceneritore Asm, Giorgio Moretti.
I consulenti di parte e quelli nominati dal gip Maurizio Santoloci dovranno accertare se c'è stato un nesso causale tra la morte dello stesso Moretti e le mansioni a cui era stato adibito all'inceneritore di Maratta.
I periti avranno 150 giorni di tempo, a partire da domani, per completare il proprio lavoro. Fino a questo momento sono undici le persone iscritte nel registro degli indagati.
Antonio Mosca
dal Corriere dell'Umbria Sabato 15 Novembre 2008











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