Continua il botta e risposta tra il vicepresidente della terza commissione Bilancio del Comune, Enrico Melasecche, dell'Udc, e il presidente dell'Asm Stefano Tirinzi sui conti dell'azienda legati alla gestione dell'inceneritore di Maratta.
Melasecche, in una conferenza stampa, aveva parlato di un buco di bilancio di 9 milioni di euro, derivante dalla mancata iscrizione nei documenti contabili della minusvalenza derivante dalla dismissione del termovalorizzatore Asm.
L'Azienda speciale multiservizi, infatti, ha valutato in circa 9 milioni di euro il valore patrimoniale dell'impianto, rinviando al prossimo bilancio gli eventuali aggiustamenti contabili dopo le decisioni legate al prossimo piano regionale dei rifiuti che secondo il presidente dell'Asm
"determina una situazione di incertezza in merito alle decisioni da assumere."
Particolarmente critico Melasecche, secondo il quale
"l'unico a esser incerto è il presidente dell'Asm, perché è noto a tutti che l'impianto di Maratta non riaprirà per tutta una serie di ragioni tecnico ed economiche e di opportunità chiarissime.
Tenere conto di questa lampante verità, già conosciuta a fine 2007, comporta la dichiarazione di una perdita di bilancio in ogni caso pesantissima di quasi 9 milioni di euro e questo il sindaco Raffaelli non lo avrebbe mai consentito nell'ultimo bilancio Asm che fa capo a lui."
Secondo il consigliere dell'Udc la cosa che pochi sanno è che non abbattere il valore dell'inceneritore, sopravvalutandolo di vari milioni di euro per la sola ragione di evitare la dichiarazione di una perdita ingente,
"costa moltissimo ai ternani perché l'Asm fra Irap e Ires avrebbe pagato vari milioni in meno di tasse."
In una lunga nota, Enrico Melasecche parla di
"finanza creativa da parte di Asm e Comune, che ha recentemente aumentato di 4,5 milioni di euro con un mutuo il capitale dell'azienda” e rilancia affermando che "
se si mettesse all'asta l'inceneritore, nessuno si sognerebbe di pagarlo più del valore della sola area in quanto l'impianto industriale in sé vale quasi zero.
Oltretutto occorre dedurre le spese necessaria alla demolizione di quella struttura arrugginita di ferro e cemento.
Quindi - conclude - mentre i consiglieri comunali ricevono copia del bilancio 2007 soltanto perché è stato reclamato dall'opposizione, il valore patrimoniale dell'impianto di Maratta dichiarato dal presidente Stefano Tirinzi è pari a un decimo di quanto è stato contabilizzato"

dal Corriere dell'Umbria Domenica 2 Novembre 2008

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