Un libro sulle bellezze storico artistiche della chiesa parrocchiale della frazione di Monterivoso, un vero gioiello di architettura e ricco di tradizioni popolari legate alla fede dei santi patroni, come Sant'Antonio Abate e Santa Lucia.
Il volume è stato fortemente voluto dalla popolazione di Monterivoso, al fine di recuperare i fondi per il restauro del prezioso organo collocato all'ingresso dell'edificio.
Il libro
"Castel - Rivoso, arte, storia, tradizioni gastronomia"
sarà presentato per le prossime festività patronali, durante una conferenza, che si svolgerà presso la stessa chiesa.
I testi del volume, riguardanti l'aspetto storico e artistico e architettonico, sono curati dal giornalista e scrittore storico Ferentillese Carlo Favetti; quello sulle tradizioni e leggende dalla poetessa ferentillese Luigina Sapora Riffelli; quello delle tipicità gastronomiche da Eleonora Venanzoni Alpini.
Ma! andiamo a vedere di cosa tratta il prezioso volumetto. L'antica chiesa di Castel Rivoso ha subito in questi ultimi anni un forte recupero, che ha riguardato l'intera struttura e alcune opere d'arte in essa contenute.
É posta in cima all'abitato a picco sul vallone del fosso di Riti. La parte più antica risalente al XIV secolo è inserita nel contesto delle mura castellane culminanti con l'alta torre quadrata, anche questa di recente restaurata.
L'interno è composto da un'unica navata coperta da caprigliate, e sulle pareti laterali sei altari padronali abbelliti da stucchi settecenteschi e pregevoli tele.
Prezioso il dipinto su tavola con cimasa e predella, raffigurante
"l'Orazione nell'Orto dei Getsemani"
, che adorna l'abside, realizzato nel 1538 da Francesco Nardini di Sant'Angelo in Vado.
Altri affreschi emersi dopo i restauri sono del XVI secolo di grande pregio. Le tele che adornano gli altari sono state realizzate a cavallo tr! a gli inizi del XVII e i primi del XVIII secolo come quella ch! e raffig ura la Madonna di Loreto tra Santo Stefano e un Santo Francescano dipinta da Nicola De Amicis Maceratense nel 1725.
Insomma, un volume che sicuramente riuscirà a far conoscere la singolarità di un luogo ricco di arte e storia, ma soprattutto di misteriose leggende e detti popolari, di profumi e sapori genuini di una volta.
dal Corriere di Viterbo Lunedì 10 Novembre 2008

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