Quaranta carrelli della spesa rubati in poche settimane su uno stock di ottanta nuovi fiammanti acquistati solo tre mesi fa.
Carrelli della spesa vuoti perché la merce all'uscita viene regolarmente pagata. Questo solo nel punto vendita centralissimo di Corso Tacito della rete commerciale Superconti. Un danno per il gruppo considerando che ogni carrello costa circa duecento euro e un disservizio per l'utenza dato che nelle ore di punta, essendo appunto i carrelli dimezzati, si creano vere e proprie file tra i consumatori in attesa di entrare in possesso dell' agognato mezzo di trasporto merci.
Furto abbastanza facile dato che, almeno da Superconti, i carrelli non sono inchiodati dal fermo sbloccabile con il classico sistema d'inserimento della moneta, da un euro o due che vige negli altri supermercati.
Il consumatore per recuperare la sua moneta deve provvedere a riagganciare e rifermare il carrello: e in questi tempi di crisi nessuno rinuncerebbe al suo euro.
Da Superconti invece circolazione libera per agevolare il consumatore e per facilitare il passaggio di mano: proprio con l'obiettivo di ridurre le file.
Ma questo sistema oggi, per la disonestà o maleducazione delle persone, mostra tutti i suoi limiti. Commesse e personale di vigilanza spiegano le falle del sistema:
"é sempre così. Ci chiedono il permesso di uscire dal punto vendita perché dicono che hanno l'auto parcheggiata fuori.
Magari sono pensionati che non ce la farebbero ad arrivare con le buste fino all'auto. Come si fa a dire loro di no?."
Ma, una volta fuori, la donna o il pensionato si rendono conto che il carrello conquistato con destrezza potrebbe servire e allora lo infilano nel portabagagli dell'auto e via di corsa.
Classico furto d'uso, ma sempre furto. Sull'utilizzo del carrello trafugato, all'interno di Superconti si formulano diverse ipotesi: c'è chi spiega che il carrello serve a trasportare la legna dalla cantina all'abitazione; chi a trasferire bottiglie di vino.
Ci sarebbe invece chi lo usa per la sua destinazione propria e abituale: cioè per trasportare la spesa, magari dal supermercato di vicinato sotto casa.
Basta togliere l'etichetta che indica l'appartenenza e cadono imbarazzanti possibilità di essere scoperti.
Ci sono infine i pigri maleducati o semplicemente i maleducati: quelli che una volta arrivati con le buste della spesa a destinazione, cioè al parcheggio dell'auto, invece di tornare indietro col carrello e riportarlo al centro commerciale lo lasciano lì dov'è, in mezzo alla strada o sopra un marciapiede.
O vicino a un gruppo di cassonetti (come nella foto ndr). Quaranta carrelli rubati in poche settimane sono comunque un problema da risolvere. Il buonismo è destinato a finire.

Giuseppe Magroni
dal Corriere dell'Umbria Martedì 9 Dicembre 2008

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