Anche a Terni aveva messo radici la comunità religiosa "Koinonia Giovanni Battista", nata ufficialmente nel 1979 in una località montana sperduta nel vicentino chiamata Camparmò dall'iniziativa di padre Ricardo Argañaraz, denunciato nel 1996 da una sua seguace alla quale avrebbe promesso la guarigione di una congiunta dietro l'offerta al Signore di 800 milioni delle vecchie lire, la guarigione non si è mai verificata e la donna affetta da un cancro è morta.
Due anni dopo, nel 1998 si è concluso il processo ad Argañaraz con la condanna a tre anni di reclusione per truffa aggravata e un risarcimento alla parte civile di 766 milioni di lire.
Durante il processo altre otto persone formularono accuse contro il sacerdote argentino, tra queste l'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini al quale Argañaraz aveva promesso la vittoria dello scudetto in cambio di una offerta di 250mila euro.
Nel 1999 la corte d'appello di Venezia conferma la condanna ad Arganaraz, nel 2001 la condanna definitiva in Cassazione.
A Terni i fedeli si riunivano una volta al mese presso la chiesa "San Paolo" che si trova in via Fratelli Rosselli (nella zona di Cesure).
Erano in tanti a partecipare.
"Ma alle messe di guarigione arrivava quasi a cento il numero dei partecipanti"
, racconta don Roberto Tarquini, il parroco della Chiesa San Paolo, che partecipava personalmente alle celebrazioni ma era totalmente all'oscuro della vicenda giudiziaria che aveva travolto il padre fondatore del movimento.
Il gruppo a Terni si è sciolto soltanto un anno fa anche grazie al contributo dello scrittore e giornalista Giancarlo Padula che sull'intera vicenda ha scritto un libro-inchiesta
"Milioni & miracoli - l'inganno del supermercato della fede"
, pubblicato da Global Press Italia
"dove si analizzano, accanto a testimonianze e il contributo di esperti - precisa lo scrittore - le controverse questioni legate alla cosiddetta Koinonia Giovanni Battista, movimento religioso formato da sacerdoti cattolici e laici, che sarebbero stati "
chiamati" ad una speciale missione…".
Presso la Chiesa di San Paolo il gruppo partecipava alle cosiddette "messe di guarigione di massa" celebrate da padre Corrado Sperotto che una volta al mese arrivava dalla grande sede di Roma.
"Le messe erano trascinanti, molto vive dal punto di vista dell'animazione musicale, con canti e suoni di chitarra, c'era senza dubbio un clima di festa, direi di entusiasmo collettivo"
ricorda don Roberto.
Insomma una messa non tradizionale in cui però si faceva anche la comunione.
"Questi incontri avevano una caratteristica carismatico-pentecostale, ma mai prima che ne venissi informato, avevo dubitato della trasparenza di questa comunità, poi però quando sono venuto a conoscenza delle accuse e della condanna a carico del padre fondatore ho riflettuto su alcuni aspetti che mi inquietavano, come il rischio di un coinvolgimento eccessivo in queste pratiche di guarigione"
Chiara Damiani
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 3 Dicembre 2008

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