Enrico Micheli ha detto no anche al sindaco Raffaelli, ribadendo la sua indisponibilità a candidarsi per la guida di Palazzo Spada per le comunali del 2009.
Un no cortese, ma fermo fondato soprattutto su ragioni personali: un compito troppo gravoso, tra l'altro inconciliabile con la sua residenza a Roma (Micheli torna a Montefranco solo il finesettimana).
Raffaelli era sceso personalmente nella Capitale per convincere l'ex ministro di Prodi a compiere il passo auspicato dalla grande maggioranza del partito nonché dai vertici nazionali, Veltroni in testa: contrapporre una candidatura di livello nazionale, Micheli, a un'altra candidatura nazionale, quella in pectore di Antonio Baldassarre per il centrodestra.
Micheli ha detto no ma l'ufficialità ancora non c'è.
Nessuna dichiarazione e nessuna nota inviata ai giornali.
Prima di questo ci sarà ancora un passaggio coi vertici nazionali, probabilmente col responsabile degli enti locali Giuseppe Fioroni, forse con gli stessi Veltroni o Franceschini.
L'ultimo passaggio ci doveva essere questo finesettimana, ma è saltato a causa della sconfitta in Abruzzo e del terremoto giudiziario che sta investendo il Partito democratico.
La risposta definitiva dovrebbe uscire prima di Natale e, salvo sorprese improbabili, dovrebbe essere ancora negativa.
Se il no di Micheli diventasse definitivo, il Pd ripiomberebbe nel caos più completo per quanto riguarda le candidature apicali.
I vertici umbri del Pd starebbero lavorando per convincere Di Girolamo a tornare sui suoi passi e candidarsi in quanto giudicato il dirigente che riesce ad aggregare intorno a sé più consensi.
Un tandem che vedrebbe alla Provincia un ex Margherita, o Liviantoni o Polli.
Ma Paparelli andrebbe comunque alle primarie.
Se fosse Liviantoni e se quest'ultimo venisse eletto si dimetterebbe dalla giunta regionale lasciando un posto in giunta a Gianluca Rossi.
Uno schema che deve fare i conti con l'effettiva volontà degli interessati e con la difficoltà di spiegare all'opinione pubblica un balletto, prima sì poi no poi ancora sì, che oggettivamente indebolirebbe il candidato Di Girolamo.
Resta sotterranea l'ipotesi Cavicchioli, contro di lui il fatto che non è iscritto al Pd.
Sabato assemblea provinciale. Si prevede bollente.
(Giu.Magr.)
Corriere dell'Umbria Giovedì 18 Dicembre 2008

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