I dubbi sono bipartisan. Perché l'operazione urbanistica di riqualificazione di piazza del Mercato Coperto sta marciando a una velocità diversa rispetto a quella di cessione dell'immobile che ospita le bancarelle.
Il Comune, infatti, ha deciso di vendere con un bando ad evidenza pubblica in scadenza il prossimo 18 dicembre, il mercato coperto comunale e l'area prospiciente l'ingresso, oggi adibita a parcheggio, che sarà destinata a galleria.
Ma il consiglio comunale potrebbe intervenire, successivamente, a modificare le destinazioni d'uso. Aumentando, così, il valore dell'area e la possibilità di realizzarvi altri interventi. Con la conseguenza che l'eventuale compratore si ritroverebbe in mano un aumento di valore mentre il Comune non avrebbe più la possibilità di monetizzare i possibili introiti derivanti dall'alienazione di un bene rivalutato.
"La commissione urbanistica è bloccata da settimane per discutere del nuovo regolamento edilizio - attacca il vicepresidente, il forzista Francesco Maria Ferranti - e di questo passo si finirà a discutere del piano attuativo solo dopo la vendita del mercato.
É un percorso scarsamente trasparente, che ingenera dubbi e che si aggiunge alle perplessità che sono state manifestate dall'Ance e dalle associazioni dei costruttori di tutte le altre associazioni di categoria, Api, Confartigianato e Cna."
Secondo il consigliere di Forza Italia, insomma, il Comune prima di bandire la vendita dello stabile avrebbe dovuto approvare il piano attuativo.
"Il problema - continua Ferranti - è che avevano urgenza di fare cassa per far quadrare i conti del bilancio, che senza la vendita collezionerebbe un buco enorme.
E così hanno recepito un progetto preconfezionato e hanno emesso un bando da oltre 5 milioni di euro.
Il Comune non avrebbe potuto varare un concorso di idee? e soprattutto non avrebbe potuto guadagnarci di più?."
Da parte della maggioranza arriva però una stoccata al vicepresidente della commissione urbanistica e una difesa d'ufficio dell'iter seguito dall'ente.
"Da regolamento, quando c'è un punto aperto, in questo caso quello del regolamento edilizio, peraltro molto complesso, si finisca di trattarlo prima di passare al successivo - chiosa Marco Malatesta, del Pd.
Ferranti avrebbe potuto chiedere l'inversione dell'ordine del giorno in commissione, invece non l'ha mai fatto.
Inoltre, alle ultime riunioni di commissione si è visto pochissimo. Quanto all'inserimento del progetto presentato da un privato nel bando (Superconti, ndr), credo che si sia fatta un'operazione trasparente, perché sarebbe stato peggio se quel materiale fosse rimasto in qualche cassetto.
Così, invece, tutto avviene alla luce del sole."
Ma i dubbi, come detto, non mancano anche nel resto del centrosinistra. Se ne fa portavoce Tiziana Tombesi dello Sdi, che rilancia le perplessità che aveva già manifestato in consiglio comunale.
"Esprimo preoccupazione per una situazione che può apparire una precostituzione degli interessi di un privato a scapito della città e della qualità dell'opera - attacca la consigliera socialista.
La procedura irrituale, che prevede già nella delibera di giunta la precisa identificazione di un soggetto privato per il piano progettuale, può essere intesa come un vantaggio che invece non dovrebbe esistere per alcuno.
L'entità dei problemi richiederà sull'argomento una serie di attente valutazioni, che non potranno di certo esaurirsi nel passaggio in commissione"
Federico Zacaglioni
dal Corriere dell'Umbria Lunedì 1° Dicembre 2008

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