Il Comune ha chiuso due dei sei contratti di finanza derivata siglati con la Bnl.
Una nota dell'ente afferma che
"il provvedimento è stato assunto dall'assessorato al bilancio, essendosi venute a creare condizioni particolarmente favorevoli."
Dalla risoluzione dei due contratti Palazzo Spada incasserà 55 mila euro: somma che verrà aggiunta al fondo di 516mila euro per la copertura dei rischi che potrebbero insorgere nei confronti dei restanti quattro contratti ancora in vigore, come era stato raccomandato dal collegio dei revisori dei conti.
Gli stessi revisori, nella analisi dell'assestamento di bilancio, avevano consigliato al Comune di procedere nel tempo alla verifica e alla risoluzione anche degli altri contratti.
"L'operazione - dicono il sindaco Raffaelli e l'assessore al bilancio Morelli - conferma l'attenta e scrupolosa gestione.
Per ora l'ente ha avuto benefici per un milione e mezzo di euro e nessun onere è stato pagato.
Anche gli altri contratti saranno interrotti quando si verificheranno condizioni convenienti."
Critico il consigliere dell'Udc, Enrico Melasecche, che sulla finanza derivata ha costruito una battaglia politica contro l'amministrazione di Palazzo Spada.
"Il mark to market, l'importo occorrente per estinguere tutte le posizioni in derivati in un determinato momento, ammonta in realtà a diversi milioni di euro - afferma Melasecche - l'introito tanto pubblicizzato è risibile, visto che riguarda gli unici due contratti su sei che erano in attivo.
Come al solito, si presentano solo mezze verità."
Per Melasecche, l'atteggiamento dell'amministrazione comunale è fuorviante, perché non ricorda l'importo del "mark to market" negativo e i numerosi rilievi espressi dalla Corte dei conti alla gestione dei contratti di finanza derivata
Corriere dell'Umbria Giovedì 18 Dicembre 2008

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