Un professore di lettere che ogni mattina, prima di fare lezione, stacca il crocifisso che ha alle spalle e lo ripone nel cassetto della cattedra: in difesa dello Stato laico e pluralista.
Per poi riappenderlo all'uscita. La sua classe che civilmente si ribella al gesto, che difende il diritto ad avere il crocifisso appeso anche durante quell'ora d'italiano.
Il consiglio d'istituto che prende posizione dura contro il docente. Così anche il preside che, dopo inutili richiami, presenta sul fatto un esposto alla procura e all'Ufficio scolastico regionale chiedendo provvedimenti sanzionatori.
Strana guerra di religione quella in corso dalla fine di settembre all'Istituto professionale per il commercio "Alessandro Casagrande" di Terni: oltre mille iscritti, poco meno della metà stranieri.
Strana perché, almeno in apparenza, tutti sembrano andare di piatto contro il professore; in realtà, lo confessano i suoi stessi "avversari", quel prof è amato dagli studenti e apprezzato dai suoi colleghi.
Strana anche perché il preside, d'un rigore che sembra di destra, è un ex dirigente del Pci e si dichiara tranquillamente ateo.
Guerra, più che di religione, di principi. I fatti Il professore si chiama Franco Coppoli, è ternano, ha 43 anni e un passato e un presente "gruppettaro".
Fondatore negli anni Ottanta del centro sociale Icaro, oggi esponente dei Cobas scuola. É titolare di cattedra a Reggio Emilio ma, essendo diventato padre, ha chiesto e ottenuto il trasferimento a Terni: all'Ipc.
Primi giorni di conoscenza e contatto con la classe, la III a indirizzo economico aziendale, 16 ragazzi di cui molti stranieri.
Poi il gesto eclatante: lo stacco del crocifisso, il suo deposito nel cassetto della cattedra e la sua riposizione sul muro al cambio di ora.
"Difendo principi elementari - spiega Coppoli - quelli di uno Stato laico. Gli unici elementi che dovrebbero essere nella classe sono la Costituzione, il tricolore e la foto del presidente della Repubblica."
Anche lo stacco e il riposizionamento vengono spiegati:
"Non voglio la rimozione assoluta del crocifisso, ma chiedo che il docente possa scegliere l'ambiente formativo in cui opera, ecco perché alla fine della mia ora lo riappendo."
Tutto sommato il comportamento di Coppoli non è originale, già visto. Quello che è originale è il comportamento dei suoi studenti che sull'argomento si sono riuniti in assemblea e a stragrande maggioranza hanno deciso per la riposizione del crocifisso anche durante la sua ora.
Una volontà che il professor Coppoli, leggi alla mano, però non riconosce:
"Il testo unico non dà agli studenti la libertà di scegliere l'ambiente educativo, ma al singolo docente.
Semmai al dirigente scolastico, che in realtà non ha deciso in quanto al Casagrande ci sono classi col crocifisso e classi senza."
Il pugno duro In realtà il preside, Giuseppe Metastasio, ha scelto una linea, quella della fermezza.
E non solo lui. Il consiglio d'istituto ha condannato all'unanimità l'atteggiamento di Coppoli:
"Il professore nonostante la volontà contraria degli studenti continua nel proprio atteggiamento e durante le sue ore prosegue nella rimozione del crocifisso, anche forzando con un proprio attrezzo il vincolo fisso apposto nella parete."Da qui"un forte dissenso e una decisa condanna al comportamento del docente."
E soprattutto una richiesta d'intervento al preside, all'Ufficio scolastico regionale e al ministro Gelmini.
Mozione recepita in toto dal preside Metastasio che ha già chiesto l'intervento dell'Usr e presentato un esposto sui fatti alla Procura: anche perché una sua circolare che chiedeva il rispetto della volontà degli studenti è stata elusa da Coppoli.
Azioni pesanti, che il preside motiva:
"é una cosa di enorme gravità che va condannata in modo netto - spiega - qui ci sono dei ragazzi che si sono espressi in modo inequivocabile: il crocifisso lo vogliono a tutte le ore.
Hanno discusso in modo approfondito e motivato le loro ragioni. E il professore non ha rispettato quella volontà dei suoi studenti. Noi facciamo un mestiere bellissimo, ma stiamo attenti a non condizionare i ragazzi. Per loro ci vuole attenzione e rispetto."
Da indiscrezioni, l'Ufficio scolastico regionale avrebbe già contestato a Coppoli alcuni addebiti. Ma lui è un tipo tosto, e va avanti per la sua strada: staccare e riappendere

Giuseppe Magroni
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 4 Dicembre 2008

1 commenti

  1. Michele  

    7 dicembre 2008 08:52

    Ma che studenti ingrati!

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia