"Cartellino rosso" per Moreno Onori, il direttore generale dell'Asm coinvolto nell'inchiesta sul mobbing all'inceneritore.
Il tribunale del riesame di Perugia ha accolto la richiesta di sospensione temporanea dai pubblici uffici avanzata dal pm Elisabetta Massini e già respinta per due volte dal giudice per le indagini preliminari di Terni, Maurizio Santoloci.
La misura richiesta dalla pubblica accusa avrà una durata di due mesi, ma in realtà - spiega l'avvocato Giovanni Cerquetti, difensore del direttore generale dell'Asm insieme all'avvocato Dell'Anno -
"non dispiegherà alcun effetto visto che abbiamo già presentato un ricorso in Cassazione."
Onori, dunque, resterà al suo posto in attesa che la Suprema Corte si pronunci sul suo caso: cosa che potrebbe avvenire tra 3 o 4 mesi.
Il sostituto procuratore della Repubblica aveva chiesto di sospendere il digì dell'Asm, ritenendolo responsabile di vessazioni ingiustificate e arbitrari procedimenti disciplinari nei confronti di alcuni dipendenti.
Tra l'altro occorre ricordare che proprio in queste ore la procura ha recapitato gli avvisi di chiusura delle indagini a sei amministratori pubblici in relazione a una quindicina di casi denunciati.
Si tratta dell'ex presidente dell'Asm Giacomo Porrazzini, dell'ex Piero Sechi, del direttore Moreno Onori, dei responsabili dell'ufficio legale e del personale Agata Mariani e Mauro Listante e del sindaco Paolo Raffaelli.
Quest'ultimo risulta indagato solo in quanto rappresentante del Comune che è proprietario dell'azienda speciale multiservizi.
Ma il professor Cerquetti precisa al riguardo che
"la competenza in materia di procedimenti disciplinari è soprattutto del direttore generale."
L'ordinanza con cui il Riesame ha accolto l'istanza del pm è stata depositata dopo una quindicina di giorni.
Lo fa notare lo stesso professor Cerquetti che ha seguito da vicino tutte le fasi della complessa vicenda.
La prima udienza risale al 22 ottobre scorso, ma saltò per un difetto di notifica.
Le parti furono riconvocate, ma in quella sede la difesa di Onori sollevò un'eccezione di nullità riguardo la presenza del pm ternano che, a detta dell'avvocato Cerquetti, non aveva competenza sul caso in quella sede.
L'eccezione fu accolta e così per quella volta un pm perugino prese il posto della dottoressa Massini.
Ma la sostanza non cambiò di una virgola e il tribunale, in sede d'appello rispetto alle precedenti ordinanze del gip ternano, accolse in pieno la misura sospensiva chiesta dalla procura ternana.
La difesa di Onori però non molla e ha presentato un ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del Riesame di Perugia.
La conseguenza più immediata è che sarà sospesa l'esecutività della decisione.
"Tutte le ipotesi accusatorie - riprende il professor Cerquetti - si basano su alcune relazioni dell'Asl mentre non è stata presa in alcuna considerazione la perizia di parte effettuata dal professor Bacci.
Uno studio che, invece, fa emergere chiaramente l'insussistenza dei casi di mobbing denunciati"
Antonio Mosca
dal Corriere dell'Umbria Sabato 13 Dicembre 2008

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