"Procaccini 6 morto.Fascista.Dove sei?"
e poi le due "firme".
Dopo aver preso di mira la sede del partito e l'abitazione privata dello stesso esponente, una minaccia di morte è apparsa stavolta, nella notte tra sabato e domenica scorsa, all'interno del parco comunale "Le Grazie", nei confronti del segretario provinciale de "La Destra" di Terni, Gianluca Procaccini. Nel contenuto si fa riferimento a
"vecchi slogan sanguinari, adottati decenni fa dai movimenti extraparlamentari e terroristici di marca comunista, quali Autonomia Operaia e Brigate Rosse.
É evidente - ha subito commentato il segretario - che si tratta della stessa mano responsabile degli episodi precedenti (la "visita" nella mia abitazione e l'attacco alla nostra sede).
Per gli inquirenti non dovrebbe essere difficile, a questo punto, individuare i responsabili.
Purtroppo - prosegue Procaccini - esiste un'area di disagio sociale in città, che può arrivare a esprimere mentalità e linguaggi al di fuori di ogni civile confronto e rispetto delle regole democratiche.
Sui muri cittadini - spiega poi - l'amministrazione tollera che ci sia scritto di tutto: minacce contro sacerdoti, giornalisti, agenti di polizia, istituzioni.
Solo una volta il Comune ha provveduto, giustamente, alla cancellazione di scritte ingiuriose: erano rivolte contro il sindaco."
E, ora, l'esponente colpito chiede almeno lo stesso trattamento.
Antonella Lunetti

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