Modifiche al Piano Regolatore

La giunta comunale non ne ha fatto un dramma.
Anche perché nelle scorse settimane c'era stato un serrato confronto tra il dirigente dell'Urbanistica Aldo Tarquini e la collega di Palazzo Bazzani, Donatella Venti.
Alla fine le prescrizioni imposte dalla Provincia e dalla Regione toccano solo aspetti marginali e limitati del disegno complessivo del Piano regolatore.
E così ieri mattina l'esecutivo presieduto da Paolo Raffaelli ha fatto proprie le indicazioni dei due enti e ha deliberato il documento, che dà il via libera allo strumento urbanistico della Terni del futuro prossimo.
Ma cosa cambia in dettaglio? Secondo il sindaco, che è anche assssore all'Urbanistica, ben poco.
"Le prescrizioni in materia di infrastrutture, mobilità, perequazione, aspetti geologici, ambientali ed urbanistici, di disciplina del territorio rurale, del paesaggio e della viabilità - afferma - paiono perfettamente pertinenti alle competenze dell'ente e ne faremo tesoro."
In termini di capacità costruttiva, però, qualche novità è stata introdotta.
Soprattutto sulla fascia pedemontana sovrastante Borgo Rivo, vincolata paesaggisticamente, che passa da un indice di edificabilità 0,4 a un più modesto 0,2.
Un dimezzamento dei volumi che, però, non inciderà - almeno dalla prima analisi - sulla trasformazione urbanistica della zona di Villa Palma, dove un piano attuativo consentirà la riqualificazione dell'antica magione storica (da adibire a centro di ricerca) e l'edificazione di 40 mila metri cubi di residenziale a cura della Spoleto Credito e Servizi.
Nella zona oggi occupata da uliveti, insomma, si potrà andare a un completamento residenziale a basso impatto, così come nella zona di Collescipoli occorrerà tenere conto dei vincoli idrogeologici.
Proposte modifiche e aggiornamenti delle tavole anche per la zona di Santa Lucia e per le aree prospicienti la Basell, al quartiere Polymer.
Una particolare attenzione di Regione e Provincia ha riguardato Piediluco, dove sarà necessaria una valutazione di incidenza per le nuove costruzioni ricadenti nell'area del parco.
Impossibile, inoltre, realizzare nuove costruzioni nella cinta muraria medievale del borgo lacustre.
Misure cautelative sono state prese anche per evitare possibili espansioni delle cubature totali, che non potranno superare i circa 2 milioni di metri cubi previsti

Federico Zacaglioni

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