A margine del braccio di ferro tra abolizionisti e vertici del Consorzio di bonifica Tevere-Nera, scoppia il caso delle "cartelle pazze" e del "tesoretto" delle quote fisse.
A sollevarlo è il sindacalista Gino Venturi della Uil, anche lui componente del Comitato per l'abolizione della tassa che promette di portare i casi-limite dal Garante dei Contribuenti, istituito dalla Regione.
"Tra i casi più significativi che sono emersi - afferma - c'è quello di un ternano chiamato a pagare un contributo di 4 centesimi di euro, al quale però è stato aggiunto un contributo fisso di 10,80 euro.Poi c'è la questione del potenziale tesoretto da un milione di euro, frutto del contributo minimo di 10,80 euro che il Consorzio sta chiedendo a tutti i contribuenti per il 2007 e che si appresta a mettere in conto anche per il 2008.
Quindi, questo ternano è costretto a pagare un contributo di 271 volte più grande del dovuto.
Il Regolamento regionale, invece, impone che per somme inferiori a 12 euro si proceda alla riscossione con cadenza pluriennale fino al raggiungimento di tale importo, in sintonia con le norme in materia di riscossione dei crediti di modesto ammontare aventi natura tributaria."
"Rapportato al totale dei 97mila contribuenti - prosegue il sindacalista - il contributo porterebbe al Consorzio una somma aggiuntiva di oltre un milione di euro all'anno.Ma la bagarre sulla tassa Tevere-Nera diventa anche una specie di spy-story e pure un mezzo caso politico.
Un corrispettivo di tutto rilievo, che l'ente incasserebbe per lavori non fatti, in quanto non ricompresi nel riparto di contribuzione."
Ed è una storia di reciproche accuse, tra diverse fazioni tra le quali non corre certo bbuon sangue.
Già, perché quelli del Comitato per l'abolizione della tassa accusano i rappresentanti del Consorzio di bonifica di andare in giro con i registratori durante le loro assemblee, per raccogliere "prove" nell'ambito di una causa legale che potrebbero intentare per tutelarsi in caso di dissesto finanziario dell'ente.
Puntando a verificare se esistano gli estremi per contestare legalmente l'istigazione all'evasione fiscale.
Invece il presidente del Consorzio di bonifica, Vittorio Contessa, non fa giri di parole e in un comunicato ribadisce che - a suo avviso - dietro l'attività del Comitato anti-tassa si muovono gli interessi propagandistici della lista Terni Oltre, capitanata da Leo Venturi.
"Altrimenti - afferma - non si spiegherebbe come mai a patrocinare i ricorsi ci sia praticamente un solo legale, che è pure tra i promotori della lista."Una circostanza alla quale il Comitato ribatte con una smentita:
"Abbiamo anche altri due avvocati - fanno sapere - uno sta lavorando anche ai ricorsi presentati dai paesi della provincia ternana.e proprio Leo Venturi attacca il presidente del Consorzio:
E contiamo di raggiungere le tremila opposizioni agli avvisi bonari."
"Vittorio Contessa - dice in un comunicato - non può darci lezioni di democrazia"
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Lunedì 29 Dicembre 2008












0 commenti
Posta un commento