Una casa del welfare in cui raggruppare Inpdap, Inps, Inail e direzione provinciale del lavoro; migliori servizi erogati per quantità e qualità senza aumentare le risorse impiegate nella produzione delle prestazioni; dialogo più chiaro con gli utenti senza usare neologismi, termini stranieri o troppo burocratici.
Questa la "ricetta" di Paolo Crescimbeni, avvocato, ternano doc e attualmente presidente dell'Inpdap e commissario straordinario fino al 31 marzo per la riorganizzazione dell'Istituto.
Ma non mancano iniziative anche per l'Umbria.
"a Spoleto - annuncia Crescimbeni - abbiamo una proprietà enorme, attualmente adibita in parte a convitto per giovani.
Proprio per utilizzarla al meglio abbiamo avviato una richiesta a comproprietà a cui possono intervenire enti privati e pubblici per realizzare all'interno anche una residenza per anziani.
Chi presenterà il progetto migliore potrà gestire per una ventina d'anni la struttura che, però, rimarrà di proprietà dell'Inpdap.
In questo modo 'libereremo' immobili ottenendo risorse importanti da reinvestire. Non bisogna, infatti, dimenticare che il nostro Istituto eroga anche piccoli prestiti a tassi agevolati a impiegati pubblici sia in attività che in pensione.
L'Inpdap ha già realizzato due fondi immobiliari chiusi ad apporto, conferendo immobili per oltre 500 milioni di euro, collocando sul mercato rispettivamente il 70% e il 60% delle quote."
Ma non è finita.
"Abbiamo pure la grande proprietà di Monteluco - spiega Crescimbeni - dove c'erano le colonie per bambini.
Anche in questo caso possono essere messi in campo progetti importanti. Potremo così offrire il nostro contributo alla realizzazione di uno stato sociale inteso come valore aggiunto dell'economia e non come una palla al piede meramente assistenziale.
Ridurre tutto alla social card sarebbe sbagliato. Proprio in quest'ottica - sottolinea Crescimbeni - siamo impegnati in un progetto di razionalizzazione dei vari enti di previdenza che potranno collaborare in sinergia proprio per costruire un complessivo 'sistema welfare' di cui il paese finora ha avvertito la mancanza.
Per questo stiamo lavorando a progetti pilota che riguarderanno 5-6 città in cui individuare strutture adatte per concentrare Inpdap, Inps, Inail e direzione provinciale del lavoro nel medesimo edificio con un vantaggio enorme per l'utente finora sballottato da un ufficio all'altro.
Insomma, un'unificazione logistica delle sedi con la creazione di sportelli unici del welfare per garantire la massima facilità di accesso ai servizi."
C'è poi un punto che il presidente dell'Inpdap ci tiene a sottolineare.
"a decorrere dal primo gennaio - spiega - scatterà l'abrogazione del divieto di cumulo tra redditi da pensione e altri redditi derivanti da lavoro autonomo o dipendente.
C'è grande attesa soprattutto tra i pensionati che hanno una attività lavorativa. Dunque un bello stop alle penalizzazioni che resteranno in vigore fino al 31 dicembre e, soprattutto, un colpo al cuore al lavoro in nero"
Riccardo Cecchelin
Corriere dell'Umbria Lunedì 15 Dicembre 2008

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