C'erano ottantamila euro nel caveau dello sportello bancomat che una banda di catanesi ha tentato di forzare la scorsa notte in via del Rivo.
Nel mirino l'agenzia del Monte dei Paschi del quartiere.
I quattro siciliani, tre uomini e una ragazza, sono stati arrestati dalla volante per tentato furto aggravato in concorso.
Si tratta di V.v.
e A.r., di 54 anni, G.n., di 52, e di F.g., 28 anni.
Quest'ultima è l'unica incensurata del gruppo.
La giovane donna e un complice sono stati notati intorno alle tre di notte vicino alla banca.
L'uomo aveva in mano una ricetrasmittente e appena ha visto gli agenti ha cercato di sbarazzarsene.
Ma i poliziotti hanno subito recuperato il walkie talkie che era sintonizzato sulle frequenze radio della polizia.
A poca distanza da loro altri due catanesi a bordo di una Grande Punto, una monovolume noleggiata qualche ora prima a Fiumicino.
i due erano arrivati in aereo dal capoluogo etneo e poi avevano raggiunto Terni in auto.
In tasca avevano ancora il biglietto di ritorno che adesso resterà inutilizzato.
Nel bagagliaio della monovolume c'era tutto il "fai da te" del perfetto scassinatore: piede di porco, scalpelli, cacciaviti, passamontagna, fiamma ossidrica e un grosso martello.
Da notare la presenza di un magnete, usato per mettere fuori uso i sistemi d'allarme, e una bomboletta spray di colore nero.
I banditi le usano sui sensori delle telecamere a circuito chiuso che così non riescono a riprenderli durante il loro lavoro.
Lavoro che, peraltro, era già a buon punto.
La porta d'ingresso era stata già in parte forzata mentre i malviventi si apprestavano a togliere di peso la cassaforte del bancomat che poi avrebbero forzato in tutta calma.
Ma la polizia è arrivata prima che potessero portare a termine il loro piano.
Secondo gli inquirenti, i "pendolari dei furti" erano intenzionati a sventrare la cassaforte direttamente sul posto.
Poi, una volta presi i soldi, sarebbero tornati in aereo a Catania.
Nella Grande Punto, noleggiata all'aeroporto romano, gli agenti hanno trovato anche la chiave di una Lancia parcheggiata poco lontano e di proprietà di un catanese su cui sono ancora in corso accertamenti.
Con molta probabilità uno dei tre aveva usato quell'auto "pulita" per raggiungere Terni con tutto l'armamentario necessario per fare il colpo.
Gli altri tre complici, invece, avevano preso l'aereo a Catania.
La banca di via del Rivo era già stata svaligiata lo scorso anno.
Ma venerdì notte il sistema d'allarme, collegato alla centrale operativa di un istituto di vigilanza privata, è stato manomesso dai banditi e così non è entrato in funzione.
I quattro siciliani sono stati portati in questura e, una volta identificati, la polizia li ha condotti nel carcere di vocabolo Sabbione, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, Elisabetta Massini.
Le indagini, coordinate dal dirigente della volante Francesco Petitti, ora puntano ad accertare il ruolo del basista che, come accade sempre in questi casi, ha fornito le dritte giuste alla banda per entrare in azione.
La polizia non esclude che si tratti di un amico dei quattro arrestati che si trova in città per motivi di lavoro.
Presi mentre tentavano di svaligiare l'agenzia Monte dei Paschi in via del Rivo
Pubblicato da MuttleyEtichette: cronaca, ordine pubblico e sicurezza
Antonio Mosca
Corriere dell'Umbria Domenica 21 Dicembre 2008
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