É tutto da rifare. Anche se di sbagliato c'era poco o nulla: ottimo l'obiettivo, quello di diminuire la produzione dei rifiuti alla fonte, ottimo il target, le famiglie ternane alle quali far pagare tasse di smaltimento inferiori alle attuali, ottimo pure il risultato ambientale finale, con il riciclaggio di gran parte dell'immondizia prodotta, dall'organico al vetro, dalla carta all'alluminio, dal vetro alla plastica.
La raccolta differenziata "porta a porta" finisce ufficialmente in soffitta.
Se ne riparlerà ad anno nuovo.
Forse per l'avvio sperimentale in una sola Circoscrizione del territorio comunale.
Poi, dopo le elezioni amministrative, se tutto naturalmente andrà bene, verrà estesa al resto della popolazione.
E non è da rifare solo il progetto, presentato qualche mese fa in un convegno "benedetto" dall'assessore regionale all'ambiente Lamberto Bottini, in cui Terni si fregiò dell'attributo di Comune capofila per l'attuazione del nuovo piano regionale di smaltimento dei rifiuti.
Ma è tutta da rifare pure la gara di appalto per la gestione del servizio, varata dall'Asm attraverso i fondi messi a disposizione dal Comune con un aumento di capitale.
Nei giorni scorsi doveva esserci un vertice tra l'assessore comunale all'ambiente, Gianfranco Salvati, e il presidente dell'Asm di Maratta, Stefano Tirinzi.
Il summit non si è tenuto, ma - anche se a Palazzo Spada c'è la consegna del silenzio - è ormai certo che l'Azienda Multiservizi non riuscirà a realizzare il progetto esecutivo prima di fine gennaio, primi di febbraio.
E che prima di marzo non ci sarà il tempo materiale per concludere l'iter di emissione del nuovo bando di gara da sei milioni e mezzo di euro e per aprire le buste delle società partecipanti.
Nel frattempo, l'Asm dovrà anche mandare a monte la vecchia gara di appalto per un periodo di 36 mesi nelle tre circoscrizioni.
Dopo la scadenza del bando si era costituita la commissione di gara per l'analisi delle offerte pervenute che era quattro: una di un'associazione temporanea di imprese, le altre di grandi aziende del centro-nord.
Per l'assegnazione, dal primo ottobre, c'erano 180 giorni di tempo.
Ma ormai appare certo che le buste saranno stracciate prima di essere aperte e il bando rifatto sulla base del progetto definitivo, assegnato dal Comune all'Asm lo scorso 30 ottobre, dopo la bocciatura della consulenza da 90 mila euro.
Per il 2008, dunque, si corre ormai il serio rischio di vanificare il raggiungimento degli obiettivi.
Che tradotto significa altri costi per i cittadini, visto che il Codice ambientale prevede l'applicazione di una penalità pari al 20 per cento dell'ecotassa con aggravio a carico del Comune.
Una voce che incide oggi sulla tariffa per circa 5 euro a tonnellata e che rischia di arrivare a 6 euro tra 15 giorni
Rifiuti porta a porta: l'ASM non rispetta i tempi anche le gare d'appalto sono da annullare ... veramente ridicolo e costoso per noi cittadini!
Pubblicato da MuttleyEtichette: ambiente, pubblica amministrazione, rifiuti
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 17 Dicembre 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)












0 commenti
Posta un commento