Enrico Micheli al 52 per cento, Antonio Baldassarre al 38. Sarebbero queste le percentuali sulla scrivania della segreteria nazionale del Pd. Il risultato del famoso secondo sondaggio, commissionato stavolta alla Swg di Trieste. Mentre il primo, commissionato alla Ipsos, dava Di Girolamo soccombente contro Baldassarre di circa un punto percentuale; con la coalizione di centrosinistra però vincente.
Voci, indiscrezioni al limite del gossip ma martellanti come un tam tam. Anche se nessuno è disponibile a mostrare le carte. E anche se il gradimento potenziale dell'ex ministro come sindaco forse al telefono è confuso con la conoscenza del cognome, che da zio a nipote fa parte della storia della città.
A Roma, in ogni caso, oggi darebbero un valore quasi oracolare a questo sondaggio in quanto bruciati per non aver dato ascolto all'altro sondaggio: quello che dava soccombente Rutelli contro Alemanno.
Da qui il pressing di Veltroni e Franceschini sull'ex ministro e sottosegretario dei governi Prodi. Che ancora dice no, senza però chiudere definitivamente lo spiraglio. Se alla fine dicesse sì, forte anche di questi numeri e con l'appoggio pieno del gruppo dirigente nazionale, difficilmente l'area Rossi si metterebbe di traverso.
E alla fine anche gli ex Margherita di Brega, oggi i più recalcitranti allo schema sarebbero costretti a bere il calice amaro dell'ipotesi Micheli che farebbe tramontare definitivamente la speranza di uno di loro, Polli o Liviantoni, alla guida della Provincia anche perché Fabio Paparelli va ripetendo ai quattro venti che, Micheli o Rossi o chiunque, lui si candiderà alle primarie.
Primarie che si svolgeranno la prima settimana di febbraio. Il comitato comunale organizzativo è composto da Stefania Cherubini, Cristina Viali, Cristina Proietti Barsanti, Sandro Corradi, Laerte Grimani, Antonio Piervittori e Mario Proietti.
Primarie di coalizione, tutta da costruire. Porte spalancate a quella uscente (Rc, PdCi, Sinistra democratica e Partito socialista). Anche all'Italia dei valori. Sibillino il passaggio dedicato al rapporto con l'Udc che si legge nella nota ufficiale di sintesi del coordinamento comunale di martedì sera:
"Con l'Udc si ritiene che una alleanza sia a tutt'oggi impraticabile soprattutto in riferimento alla attuale collocazione politica dell'Udc nelle istituzioni locali, considerando comunque positivo e costruttivo l'atteggiamento che l'Udc ha avuto negli ultimi passaggi istituzionali."
Insomma, se l'Udc continuasse a fare la brava e soprattutto se Melasecche costituisse una sua lista civica il quadro potrebbe cambiare.
Anche se Venturi continua a sparare a zero, apertura anche a lui:
"Il confronto politico e programmatico - si legge sempre nella nota di sintesi della riunione del Pd comunale - potrà anche avvalersi del confronto con eventuali movimenti e liste civiche"
Giuseppe Magroni
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 4 Dicembre 2008

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