Che tirasse l'aria delle grandi occasioni, che si trattasse di una specie di finale di Champions League per il centrosinistra di Palazzo Spada, lo si era capito da diversi segnali: non c'erano così tanti consiglieri sui banchi della maggioranza dai tempi dell'inizio della consiliatura.
E, soprattutto, intorno all'emiciclo, non giravano così tanti segretari di partito dall'ultima riunione della coalizione.
C'era Giorgio Finocchio del Pd, c'era il leader della corrente ex Margherita Eros Brega, c'era il segretario dei socialisti Vittorio Piacenti D'Ubaldi.
E per il centrodestra si è visto pure Raffaele Nevi, che contro la reintroduzione delle circoscrizioni si era esposto parecchio.
In casa del Pd è scattata la precettazione. C'erano tutti quelli della Sinistra. Ma, fatti i conti, per avere la maggioranza qualificata (i due terzi, pari ad almeno 28 voti) servivano anche le alzate di mano di Guido Botondi, passato da Rifondazione Comunista al gruppo Misto, e di Tiziana Tombesi dei socialisti, che ha manifestato dubbi sulla riforma e sulla nascita delle nuove circoscrizioni.
Per convincere il baffuto consigliere comunista (guai a dargli dell'ex, anche se milita in un gruppo diverso) è servita la "moral suasion" del sindaco Raffaelli, che se l'è portato per tutto il corridoio, facendo più strada di quella mai percorsa in dieci anni di amministrazione con un consigliere sottobraccio.
"Vedrai che Botondi sente il richiamo della foresta"
, ha scommesso il capogruppo di Forza Italia, Dario Guardalben, che ha letto Jack London da ragazzo.
Tiziana Tombesi, invece, si è convinta solo in extremis, quando ha visto che in consiglio ormai la maggioranza assoluta era raggiunta.
É entrata ed ha votato anche lei, insieme a consiglieri di maggioranza dei quali si erano perse le tracce da tempo, ma che non sono mancati all'appello.
Ha marcato le distanze anche l'Udc, che pure sembrava destinata a votare a favore. Ma, pare, che la riunione del Pd di sabato, in cui si è deciso sulle primarie di coalizione e si è allontanata la prospettiva di un'alleanza elettorale col partito di Casini, abbia convinto Melasecche e Bongarzone a restare neutrali.
Per il Pdl si fa sentire il coordinatore comunale forzista Federico Brizi, secondo il quale è la peggiore riforma che si potesse fare:
"Non trasferisce poteri e risorse, reintroduce il controllo delle segreterie dei partiti sui presidenti e serve solo alla spartizione di poltrone."
Gongola invece Malatesta del Pd, che dopo il voto si lascia andare a un applauso liberatorio e alla teoria del miracolo.
Tornano le circoscrizioni: saranno tre e si porteranno in dote 90 posti di consiglieri, tre poltrone da presidente e una consulta da occupare con politici di maggioranza e opposizione.
Trovati i miracolati
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Martedì 23 Dicembre 2008

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