Un dono alla città, ma anche l'avvio di un "processo costituente" per continuare a cercare quelle cose concrete, contenute nell'agenda elaborata con il convegno diocesano, sulle quali lavorare nel futuro per scongiurare il declino e far crescere Terni.
Parte, con la pubblicazione degli atti della due giorni del 14 e 15 giugno scorsi, la "fase due" del progetto sulla
"responsabilità comune per il futuro"
, che culminerà il 14 febbraio con la "Festa della città" nel giorno di San Valentino.
La Chiesa ternana non molla l'osso e continua a fare un'opera di "innesco", come l'ha chiamata il vescovo Vicenzo Paglia, di quelle energie positive, civili, plurali e vitali, che fanno di Terni una città nel senso più compiuto del termine.
"Non a caso - dice Emanuela Buccioni, segretaria del consiglio pastorale diocesano - la parte più significativa del volume è, per noi, quella contenente la lunga lista degli oltre cento interventi compiuti a Palazzo Gazzoli, al museo diocesano o fatti pervenire all'organizzazione.
Istituzioni, associazioni, enti, soggetti politici, culturali, operatori sociali che hanno voluto dire qualcosa sulla città del futuro."
Ma il volume, che sarà consegnato ai ternani in cattedrale, prima del "Te Deum" di domani alle 17.30, è già una cassetta degli attrezzi che la Chiesa ternana mette a disposizione del territorio e delle sue articolazioni.
"Per continuare quella ricerca sulla responsabilità - afferma il vescovo Paglia - che è stata raccolta in prevalenza dentro le parrocchie, nell'associazionismo cattolico, nel mondo economico e dell'impresa, in quello della scuola, nello sport, laddove ci si interroga di più sui problemi che si trova ad affrontare la famiglia."
Ma è la politica, per gli organizzatori del convegno, la grande assente dal dibattito.
Una politica che ha attuato processi di rimozione o di aspra critica nei confronti dell'iniziativa diocesana.
Sulla quale sono stati espressi giudizi negativi, accuse di tentare di operare una supplenza rispetto alle prerogative di partiti e istituzioni.
"Noi vogliamo fare un servizio alla città - risponde il sociologo Luca Diotallevi, uno dei "padri" dell'agenda di 10 punti che tanto ha fatto discutere - se qualcuno non riflette sulle cose che abbiamo proposto, anche per emendarle, per sostituirle con altre, per aggiungerne di nuove, il problema non è certo il nostro.
Che vogliono fare questi soggetti? é una domanda che dovete rivolgere alla politica, non a noi.
Guardando quello che è accaduto in questi sei mesi, viene naturale rilevare che sono arrivate più risposte dal mondo dell'economia e dell'impresa che non dalla politica.
Tra gli imprenditori ci sono giovani che vogliono cambiare qualcosa, che vogliono innovare, che vogliono cercare valori condivisi per il futuro.
La politica è ingessata: il centrosinistra si dibatte sulle difficoltà di realizzare le primarie e di stilare un programma, il centrodestra ha sostituito la selezione della classe dirigente e il dibattito sui contenuti con i salotti.
Mi pare di poter dire che i politici ternani hanno paura."
La Chiesa ternana, invece, vuole fare sul serio e continuare il suo percorso, confermano Paglia, Diotallevi e Buccioni.
E il 14 febbraio realizzeranno un evento trasversale e simultaneo: quattro conferenze tematiche ognuna in una diversa location dove si parlerà di economia, aggiornando le proposte diocesane alla luce della grande crisi, di formazione e istruzione in una città con un alto indice di dispersione scolastica, di sport e di famiglia.
E il filo rosso che legherà tutti questi eventi sarà quello della responsabilità per le giovani generazioni.
"Quei giovani - ribadisce il vescovo, citando l'esito di un sondaggio commissionato dalla Curia all'Eurisko - che immaginano il proprio futuro lontano da Terni"

Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Martedì 30 Dicembre 2008


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