"La società mi ha fatto capire che devo andare via perché finora non ho fatto la differenza. Ma forse qualcuno dimentica che ho disputato soltanto un paio di gare dal primo minuto e tre spezzoni.
E vi garantisco che segnare dalla tribuna è piuttosto complicato". Christian Riganò analizza senza trincerarsi dietro la solite frasi fatte la propria situazione da "separato in casa" in seno alla Ternana, evitando di alzare i toni e di accendere la polemica ma al contempo spiegando con chiarezza le sue ragioni.
"La scorsa estate - spiega il bomber - sono arrivato a Terni con grande entusiasmo, con la voglia matta di offrire il mio contributo al progetto importante che mi è stato presentato dalla dirigenza.
C'era la volontà esplicita di puntare in alto, di allestire una squadra in grado di lottare per la promozione e io ero entusiasta di partecipare a un'operazione così ambiziosa e in una piazza così importante.
Anche perché ero e sono tutt'ora certo di poter recitare un ruolo importante in questa categoria. Ho sempre segnato, dalla serie d alla serie a, e se ne avessi avuto l'opportunità lo avrei fatto anche con la casacca rossoverde".
Però quando è arrivato a Terni non era nelle condizione giuste per scendere in campo... "é vero, ma quando ho firmato il contratto ho fatto presente che durante l'estate non mi ero mai allenato e che quindi avevo bisogno di oltre un mese di lavoro per rimettermi in sesto.
Insomma, ho giocato a carte scoperte, proponendomi con la lealtà che mi è abituale e che ha sempre caratterizzato i miei comportamenti, dapprima come uomo e poi come professionista".
Poi cosa è accaduto? "Giorgini e i suoi collaboratori hanno predisposto per il sottoscritto un duro piano di lavoro, consistente in quaranta giorni di doppi allenamenti.
E io l'ho rispettato scrupolosamente, impegnandomi a fondo in ogni singola seduta. Poi, come preventivato, ho esordito contro il Foligno e nelle gare successive il tecnico mi ha utilizzato con un minutaggio crescente, tanto è vero che dopo i secondi tempi disputati contro Taranto e Perugia sono partito come titolare a Crotone e a Lanciano.
Non ho fatto cose strabilianti, ma col Foligno ho segnato un gol regolare annullato per un fuorigioco inesistente, a Crotone mi sono procurato un rigore solare negato dall'arbitro e a Lanciano ho sfiorato la rete in almeno due circostanze.
Insomma, c'erano tutti i presupposti affinché potessi continuare a giocare o perlomeno a entrare tra i diciotto".
e invece cosa è accaduto? "Non lo so, me lo sono chiesto parecchie volte ma adesso francamente ho smesso di rimuginarci sopra.
So soltanto che dopo l'avvento in panchina di Baldassarri non sono più stato convocato. Eppure negli ultimi due mesi non ho saltato un solo allenamento e di sicuro a livello atletico sto molto meglio adesso di quando sono sceso in campo con l'allenatore precedente.
Insomma, mi sono ritrovato ai margini senza un motivo reale". Ha ricevuto delle spiegazioni plausibili in tal senso? "No, anche perché nell'unica circostanza in cui ho parlato con la dirigenza, ossia al termine della gara casalinga contro la Cavese, sono stati accusato di non aver dato nulla alla Ternana.
Ma quanti minuti ho giocato? Ma quante opportunità mi sono state concesse ultimamente?" e adesso cosa succederà? "Non speculo sui soldi e non voglio essere pagato per restare in tribuna.
Se mi garantiscono che verrò preso in considerazione, il che non significa pretendere la maglia da titolare a tutti i costi ma avere la possibilità di giocarsela con i compagni, resterò qui e darò il massimo per la Ternana.
In caso contrario andrò via, ma lo farò con la coscienza pulita. Anche perché ero pronto a risolvere il contratto un mese dopo il mio approdo a Terni, ma all'epoca mi dissero che puntavano su di me.
E invece..."
Christian Riganò il futuro con la Ternana ... o forse no?
Pubblicato da MuttleyEtichette: Ternana Calcio
Luca Giovannetti
Corriere dell'Umbria Mercoledì 31 Dicembre 2008
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